SARANNO FAMOSI – Il Sudamericano Sub 20 continua a ritmo battente, e con il passare dei giorni e delle partite si scoprono giocatori che prima non si conoscevano, che sorprendono e rubano l’occhio. Come ad esempio due giocatori agli antipodi: Sergio Cordova (’97), attaccante venezuelano, e Ramiro Vaca Ponce (’99), trequartista boliviano. Partiamo “dall’armadio” venezuelano, attaccante esterno di 1.90m, che ha doti atletiche e tecniche impressionanti per essere di quelle dimensioni. Può giocare su entrambe le fasce e anche a ridosso della prima punta. Ha qualità sia nel dribbling che nel tiro, oltre a possedere velocità non usuale per un uomo di 1.90. Si è messo in mostra nel pareggio 0 a 0 del Venezuela contro l’Uruguay. Tutt’altro tipo di giocatore è Ramiro Ponce, trequartista boliviano e numero 10 de La Verde. E’ un giocatore brevilineo di grande tecnica e visione di gioco, e in possesso di ottime doti balistiche. Ha solo 17 anni, ma può già vantare una buonissima esperienza nel suo club, il Quebracho (B Boliviana): basti pensare che l’esordio nel campionato under 20 nazionale l’ha fatto a 13 anni. Sono Bastati 20 minuti nella vittoria della Bolivia sul Perù per 2 a 0per mostrare le sue doti tecniche e atletiche: oltre ad avere il piede telecomandato, come si diceva una volta, ha anche la dinamicità necessaria per attaccare palla al piede in campo aperto. Sembra un giocatore dal grandissimo potenziale, e in grado di bruciare le tappe, non a caso è il più giovane della selezione boliviana.

VECCHIE CONOSCENZE – In tema di trequartisti l’Uruguay. oltre ai talenti più “famosi” come Bentacourt, in procinto di passare alla Juventus, o Schiappacasse, attaccante dell’Atletico Madrid, si sta facendo vedere con una certa continuità Nicolas De La Cruz (’97), trequartista del Liverpool di montevideo. E’ un giocatore che gioca a tutto campo, svaria molto ed è il regista offensivo de La Celeste. Ha un’ottima qualità tecnica, una discreta visione di gioco e soprattutto ha personalità, non solo nel farsi dare palla anche nei momenti difficili della partita, ma anche sui dagli undici metri: nella prima partita, lo 0 a 0 con il Venezuela, ha avuto l’ardire di  provare un cucchiaio, intuito e neutralizzato dal portiere. In tema di difensori invece nella selezione cilena si sta facendo notare un giocatore che è già nei taccuini di molte big europee, essendo di proprietà dell’ Universidad Catolica, oltre che  capitano del Cile. Parliamo di Francisco Sierralta, che sta guidando con autorità la difesa della roja . Fisicamente ben strutturato, silhoutte da corazziere,  con l’eccellente senso del tempismo di cui è dotato compensa al fatto di non essere propriamente un fulmine di guerra.  Contro il Brasile, la squadra che finora ha fatto vedere il calcio più interessante del torneo, e nonostante l’inferiorità numerica dal 30′ del primo tempo, il Cile è riuscito a subire pochissimo e a mantenere la porta inviolata

Di Lorenzo Lazzarotto



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