CETER SALVA LA COLOMBIA – La gara inaugurale del torneo ha messo di fronte Colombia e Paraguay. La gara ha risentito della sede ecuadoriana in altura, non ha avuto un ritmo battente, andava molto a folate. L’1 a 1 è arrivato nel finale con i gol di Carlos Ferreira, con stop e tiro di pura tecnica, e il pareggio a 2 dalla fine in mischia di Damir Ceter, centravanti di grande fisicità. Lo scalpo di migliore in campo è andato a Marino Arzamendia, portiere del Paraguay, che ha salvato ripetutamente la sua squadra dai contropiedi letali della Colombia con delle uscite basse degne di un grande portiere per tempismo e sicurezza. La Colombia non avendo grande qualità, punta molto sulla fisicità e sull’organizzazione, con la squadra corta che fa densità in fase di non possesso per poi allugarsi molto bene in campo aperto per sfruttare i contropiedi. Il Paraguay, che ha giocatori dotati di grande tecnica, come Medina, Colman e Villalba, ha fatto tanta fatica a fare il suo gioco. Dalla parte colombiana si sono fatte notare le prestazioni del capitano Balanta, mediano classe 98, che ha dominato la gara dal punto di vista fisico, e quella dell’autore del gol Ceter, che pur avendo un fisico da centro NBA ha una mobilità e una tecnica di base sorprendenti, l’Independiente Santa Fe può aver trovato un grande attaccante. Deludenti invece le prestazioni di Colman, ala classe 98 del Cerro Porteno, e di Medina, mezzala classe 97 del Libertad, se il Paraguay vuole essere competitivo nel torneo loro due devono alzare il livello delle prestazioni. I due leader della squadra, ovvero sia il capitano Cristian Paredes e il terzino destro, che calcia tutti le palle inattive, Rodi Ferreira hanno avuto qualche spunto interessante, ma possono fare molto di più e molto meglio.

VIZEU TRASCINA LA CANARINHA – L’altra gara vedeva di fronte i Padroni di casa dell’Ecuador contro il Brasile. La gara è stata a senso unico, controllata per larga parte dal Brasile, che ha dimostrato grande personalità oltre che un’ottima qualità. Deludente la prova dell’Ecuador, specialmente del numero 10 Cabezas, che ha mostrato più i suoi limiti tecnici e tattici rispetto alle sue notevoli doti atletiche che l’hanno portato a Bergamo. L’1 a 0 finale è un risultato stretto per il Brasile che si è dimostrata squadra solida e ha portato alla luce talenti che ancora non si sono visti nei rispettivi club, a partire da Paqueta, trequartista di grande qualità e visione di gioco, regista offensivo del Flamengo che ha fatto solo qualche panchina nell’ultimo brasilerao. Caio Henrique e Douglas Luiz hanno dato sostanza e copertura al centrocampo in maniera eccellente. Il gol decisivo è stato segnato dal centravanti di manovra Felipe Vizeu, sempre scuola Flamengo, su un azione partita da un lancio splendido di 40 metri di Lyanco per Richarlyson che dopo uno stop elegante ha servito in mezzo l’attaccante verdeoro che non ha potuto sbagliare. Nei padroni di casa uno dei pochi che ha fatto vedere cose interessanti è stato Corozo, seconda punta dell’IDV, l’unico che è riuscito a impensierire la difesa brasiliana. L’Ecuador ha finito in 10 la gara per l’espulsione di Vargas.

Di Lorenzo Lazzarotto



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