Nottata di grandi emozioni e di clamorose sorprese in giro per il Sudamerica; la decima giornata delle qualificazioni ai prossimi Mondiali di Russia2018 certifica la potenza del Brasile, il ritorno del Cile e la crisi dell’Argentina.

VENEZUELA-BRASILE 0-2

La nazionale verdeoro non tradisce le attese e sul campo del fanalino di coda Venezuela centra la sua quarta vittoria consecutiva con Tite in panchina; un successo che permette al Brasile di portarsi in testa alla classifica, approfittando del pareggio dell’Uruguay sul campo della Colombia.  Pur senza Neymar, la Seleção è troppo superiore alla Vinotinto, tanto è vero che impiega appena otto minuti  per sbloccare il match: il portiere venezuelano Hernández  sbaglia clamorosamente il passaggio in fase di disimpegno, regalando il pallone a Gabriel Jesus; il numero 9 è poi abilissimo a beffarlo con un delizioso pallonetto. Per Jesus si tratta del quarto goal in quattro presenze con la maglia della Nazionale maggiore. Il Brasile dopo il vantaggio continua a fare la partita e a creare pericolose palle goal. A fine primo tempo l’unica occasione per il Venezuela con Peñaranda. Nella seconda metà di gioco, caratterizzata da una fitta pioggia che è caduta incessantemente per tutta la partita, il Brasile chiude (quasi) subito i giochi: è Willian al 53esimo a raccogliere un bel cross di Renato Augusto e a spedirlo in rete da posizione molto defilata. Goal e dedica speciale alla madre gravemente malata per il calciatore del Chelsea. La partita scivola via senza particolari emozioni sino al 73′: un blackout generale costringe l’arbitro a sospendere il gioco per oltre venti minuti. Ripresa la partita le emozioni latitano. Allo scadere Allisson salva su un bel colpo di testa di Rondon. Il Brasile vince e convince, balzando meritatamente in testa al gruppo e aspettando con il morale a mille la prossima sfida: l’11 novembre a Belo Horizonte arrivano gli eterni rivali dell’Argentina.

CILE-PERÙ 2-1

Il Cile rialza la testa e ritorna alla vittoria dopo un digiuno di ben tre partite. L’uomo chiave della Roja è ancora una volta Arturo Vidal, in dubbio fino a poco prima dell’inizio del match a causa di un’intossicazione alimentare. La sua doppietta stende il Perù e consente al Cile di rimanere agganciato al treno qualificazione; sono adesso solo due le lunghezze di distanza dal quinto posto, ultimo utile per raggiungere quantomeno i play-off. Pronti, via e il Cile passa in vantaggio: splendido spunto sulla destra di Isla, cross al centro e Vidal da due passi non deve fare altro che spingere in rete di testa. Il Perù, terz’ultimo in classifica, fatica a contenere le avanzate dei padroni di casa e il portiere Gallese salva almeno tre goal praticamente già fatti. L’incapacità dei cileni di chiudere il match rischia di essere pagata cara quando al 74esimo il Perù trova l’inaspettato goal del pari: spunto centrale di Edison Flores che supera un avversario e beffa il portiere Bravo con una efficace conclusione di punta. A cinque minuti dal termine il Cile agguanta il nuovo e definitivo vantaggio ancora con Vidal che con un gran sinistro da fuori area trafigge Gallese. Il Cile è ancora vivo e proseguirà la sua rincorsa al Mondiale con le gare del prossimo novembre contro Colombia e Veneuzela.

ARGENTINA-PARAGUAY 0-1

La sorpresa più grande della nottata arriva da Cordoba dove un’irriconoscibile Argentina cade clamorosamente contro il Paraguay. Una partita da dimenticare per l’Albiceleste: Aguero fallisce un rigore, Di Maria coglie un palo e Higuain spreca l’impossibile. Gli uomini di Bauza escono dal campo subissati dai fischi dei propri tifosi e dopo dieci giornate si ritrovano in quinta posizione in classifica, a meno 5 dalla capolista Brasile. E dire che l’inizio di gara prometteva tutt’altro: l’Argentina schiaccia l’avversario nella propria area di rigore e si rende pericolosa con Di Maria. Al 16′ però proprio una palla persa dal fantasista del Psg spalanca le porte al micidiale contropiede paraguaiano guidato da Romero e finalizzato splendidamente da Derlis Gonzalez. L’Argentina non ci sta e si riversa in avanti: in rapida successione ci provano Di Maria (clamoroso palo), Rojo ed Higuain. La sfortuna e la scarsa precisione fanno rimanere invariato il risultato sino alla fine del primo tempo. L’occasione di raddrizzare il match arriva dopo soli due minuti nel corso della ripresa: evidente tocco di mano in area di Da Silva su colpo di testa di Higuain e giusto calcio di rigore. Dal dischetto il “Kun” Aguero calcia male, facendosi ipnotizzare da Villar. Al 54esimo il pubblico del “Mario Kempes”, già spazientito ed incredulo per quanto sta accadendo in campo, esplode al goal annullato a Rojo per un dubbio fuorigioco. Bauza le prova tutte ed inserisce Dybala e Pratto, disegnando un’Argentina super offensiva con cinque punte contemporaneamente in campo ed il solo Mascherano a protezione della difesa. La serata nera però continua quando Higuain e Aguero sciupano due clamorose occasioni per il pareggio. Gli attacchi a testa bassa sino all’ultimo secondo di gioco non cambiano il risultato. Il Paraguay compie un’impresa storica e costringe gli avversari ad uscire dal campo a testa bassa tra i fischi dei propri tifosi. Per la sesta volta in sette occasioni l’Argentina senza Messi non riesce a vincere. La sfortuna e i pesanti errori in zona goal condannano l’Albiceleste al secondo k.o. in dieci gare di qualificazione. Il quinto posto in classifica desta più di qualche preoccupazione soprattutto in vista della difficile trasferta di novembre sul campo del Brasile. Per quell’appuntamento Bauza conta almeno di recuperare la “Pulce”.

Ugo D’Andrea



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