Un Brasile devastante si impone per 3-0 contro l’Argentina, in un Superclásico senza storia. Era la partita del riscatto per la nazionale verdeoro, che tornava a giocare a Belo Horizonte più di due anni dopo l’incredibile sconfitta in semifinale dei Mondiali contro la Germania per 1-7. Miglior modo per farsi perdonare, il Brasile non poteva trovarlo. Una squadra travolgente, con un’idea di gioco chiara, che ha letteralmente schiacciato l’Albiceleste con una prestazione super. La cura Tite continua a dare risultati straordinari: quinta partita in panchina da allenatore e quinta vittoria consecutiva. La Seleçao sembra essere un’altra squadra rispetto a quella  della gestione Dunga. Continua invece il periodo no dell’Argentina, a secco di vittorie oramai da quattro giornate, ed in questo momento fuori dai piazzamenti validi per la qualificazione a Russia2018: il distacco dal quarto posto è di appena due punti, ma gli uomini di Bauza non possono più sbagliare, a cominciare dal match della settimana prossima contro la Colombia.

LA PARTITA- Nessuna particolare novità nei 22 titolari mandati in campo dai due allenatori, se non per l’esclusione di Aguero, forse ancora non in perfette condizioni fisiche dopo l’infortunio patito il mese scorso con la maglia del City. C’è parecchia Italia in campo: da Allisson a Dani Alves e Higuain, senza contare Banega in panchina e gli “ex” come Marquinhos, Lavezzi, Coutinho, Romero e Roncaglia. Che non sarà una gara come tutte le altre lo si capisce sin dall’esecuzione degli inni: quello argentino, viene subissato dai fischi. In campo è subito lotta con Messi ingabbiato (e scalciato) a turno dagli avversari. L’Argentina sembra partire meglio e sfiorail vantaggio con una botta di Biglia dalla distanza che per poco non sorprende il “cugino romanista” Allisson. Ma il Brasile, complice una difesa argentina non proprio perfetta, fa male alla prima occasione: scambio tra Marcelo, Neymar e Coutinho, con l’ex neroazzurro che supera Otamendi e lascia partire un bolide che si insacca alle spalle di Romero. Al 36esimo l’Argentina protesta per un presunto fallo di mano in area di rigore di Neymar; per l’arbitro è tutto ok. Un minuto più tardi è lo stesso numero 10 brasiliano a superare in velocità Mascherano e a sfiorare il 2-0 con un destro che va a stamparsi sul palo. L’Argentina cerca il pareggio ma proprio allo scadere della prima frazione di gioco subisce il raddoppio: splendido assist di Gabriel Jesus per Neymar, abile a muoversi sul filo del fuorigioco, e a ritrovarsi a tu per tu con Romero, battendolo di destro.

L’Argentina rientra in campo per il secondo tempo in assetto super-offensivo: dentro Aguero, fuori Perez. Al 54esimo è però Mascherano a salvare sulla linea di porta una conclusione di Paulinho. L’ex Tottenham fa le prove per il goal che arriva pochi minuti dopo: cross dalla sinistra di Marcelo, sponda di Renato Augusto e per Paulinho da posizione ravvicinata è fin troppo facile fare 3-0.  L’ultima mezz’ora di gioco è pura accademia: il Brasile sembra non avere pietà dell’avversario; dribbling, torelli, tocchi di classe e diverse palle goal sciupate che avrebbero potuto consentire ai verdeoro di chiudere in goleada il match. L’Argentina è in ginocchio, complice un’altra (l’ennesima) serata no dei suoi calciatori migliori. Al fischio finale i 54mila spettatori del Mineirão esplodono di gioia.

Con questa vittoria il Brasile mantiene la testa della classifica con 24 punti, uno in più dell’Uruguay, avvicinando forse in maniera decisiva Russia2018. Le buone notizie per l’Argentina arrivano invece dagli altri campi: le sconfitte di Ecuador e Paragauay ed il pareggio tra Cile e Colombia permettono all’Albiceleste di mantenersi comunque molto vicina al terzo, al quarto e al quinto posto. Mercoledì lo scontro diretto contro la Colombia. Neymar e soci, invece, saranno di scena sul campo del Perù.

 

Ugo D’Andrea



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