Nel 1975, quando in una celebre chiacchierata l’allenatore più vincente del futbol messicano, ovvero Raúl Cárdenas , comunica a Don Guillermo Álvarez, padre costituente del Cruz Azul, la sua voglia di cambiare aria in cerca di nuovi stimoli dopo aver fatto una scorpacciata di titoli negli ultimi anni al timone della Maquina Celeste, quest’ultimo ha un’unica premura: ¡no se vaya al América!, ¡no se vaya al América!, ¡no se vaya al América!, gli dice nel tentativo di dissuaderlo dallo sposare la causa degli arcirivali azulcremas.

Niente da fare. “El Rojo” è un tipo orgoglioso. Fa orecchie da mercante e tira dritto per la sua strada. Rifiuta diverse offerte, accantonate senza poi pensarci su più di tanto, e firma proprio per il Club America. Guillermo Alvarez, decisamente seccato, si sente tradito e gli revoca la parola: non lo saluterà mai più.

Con Cardenas al comando delle operazioni le Millonetas nella temporada ’75-76 sono inarrestabili. Finiscono davanti a tutti nella stagione regolare, e si ripetono nella Liguilla, spazzando via ogni tipo di ostacolo che osi intralciare la loro straordinaria cavalcata, laureandosi meritatamente campioni superando in finale la UdG.

In Copa Mexico, però, lo spartito è diverso. Las Aguilas si arrampicano sino in finale: ad attenderle trovano la UANL. E’ la prima volta che le due squadre si ritrovano in finale a contendersi una posta in palio di un certo rilievo.

Si giocano due gare fiammeggianti. All’Azteca il Club America fa pesare il fattore domestico e s’impone per 2-1. Il Tigres, che esce sconfitto, ma a testa alta e tutt’altro che con la coda tra le gambe, sente di potercela fare e prepara la vendetta che si consuma qualche giornò più tardi al Volcán.

Nella esigua letteratura di questo confronto è l’unico episodio decisivo che ha come teatro il traboccante impianto del Nuevo León. Los Felinos sanno di avere per le mani un’occasione più unica che rara, e non se la lasciano scappare. Rifilano un perentorio 2-0 al conjunto di Cardenas, ribaltano completamente la situazione e sollevano la Copa Mexico. Qualche mese più tardi i capitolini si prendono la rivincita, andando a conquistare grazie alle reti di Cornero e Reinoso il trofeo Campeón de Campeones. E’ la Supercoppa in salsa messicana, e almeno fino al 2014, quando azulcremas e auriazul approdano a braccetto all’ultimo atto dell’Apertura 2014, rimarrà l’ultimo trofeo conteso tra le due formazioni. A spuntarla è il Club America, caparbio nel disinnescare con un portentoso 3-0 all’Azteca l’1-0 patito a Monterrey. Stanotte, ad aver voglia di rivalsa saranno i regiomontani, già confortati peraltro dall’1-1 ottenuto nel tempio calcio messicano.



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