In Messico la spedizione iridata ad Argentina ’78 è considerata come la più fallimentare della storia della Tricolor. L’atmosfera era particolarmente tesa tanto che, al rientro della nazionale in patria, la casa di Cuellar, colonna di quella nazionale, fu fatta piantonare da due poliziotti proprio per prevenire disordini e garantire la sicurezza del “León de la Metro“.

Ma a far discutere, e parecchio, fu anche un curioso episodio accaduto durante la rassegna planetaria.

Sconfitto incredibilmente dalla Tunisia all’esordio, il 6 Giugno 1978 il Messico è chiamato all’impresa con la Germania Ovest. Ma, come prevedibile, non c’è storia. Quando Pilar Reyes, il guardiano designato dei pali tricolor, accusa un infortunio al ginocchio, abbandonando prematuramente la contesa, i due Muller e Rummenigge hanno già di fatto archiviato la pratica: il lapidario 3-0 in favore dei teutonici, infatti, somiglia vagamente ad una sentenza inoppugnabile.

Lo fanno stendere su un lettino e all’improvviso si ritrova circondato da personale sanitario di ogni genere.
Rimesso in piedi dopo aver ricevuto tutte le cure del caso, al termine dell’incontro Reyes incrocia Pedro Soto, lo spocchioso sostituto. Ovviamente è rimasto allo scuro di tutto e freme divorato dalla curiosità. Non può fare a meno di chiedere un ragguaglio sull’esito della sfida. Vuole sapere come sono andate le cose.

Com’è finita“, chiede garbatamente con un filo di voce, preparandosi a fare i conti con una realtà che immagina parecchio crudele.

Pareggio“, risponde sbarazzinamente Soto

Reyes è spiazzato, incredulo, stupito. Un attimo dopo un sorriso a trentadue denti gli si stampa sul volto. E’ visibilmente raggiante, ma qualche dubbio, che affiora malizioso in superficie, gli impedisce di assaporare sino in fondo l’ebbrezza dell’inaspettato.

Abbiamo pareggiato? Ma davvero?” , balbetta adrenalinicamente Reyes in preda all’enfasi e alla disperata ricerca della rassicurante definitività di una conferma.

Si abbiamo pareggiato. 3 gol hai preso tu, 3 io“, lo gela irriverentemente Soto ridendo di sottecchi, mentre con una picconata di sadico sarcasmo ne soffoca sul nascere l’esultanza.

I due si guarderanno in cagnesco per il resto del torneo.
Probabilmente non era quello il momento di scherzare



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