Saranno i colombiani dell’Atlético Nacional ed i brasiliani dello Chapecoense a contendersi la Copa Sudamericana 2016. Risultati identici hanno caratterizzato sia le due semifinali d’andata che quelle di ritorno; dopo i preziosi 1-1 agguantati ad inizio novembre scorso sui campi di Cerro Porteño e San Lorenzo, le due finaliste sono state brave a difendere il goal segnato fuori casa, chiudendo sullo 0-0 tra le mura amiche.

Atlético Nacional – Cerro Porteño: Sfida da brividi quella dell’ “Estadio Atanasio Girardot” di Medellín. L’Atlético scende in campo intenzionato a difendere il prezioso goal siglato in trasferta. Anche i paraguaiani preferiscono partire con un atteggiamento prudente per evitare di subire goal e compromettere sin da subito il discorso qualificazione. Ne deriva dunque un primo tempo avaro d’emozioni e molto combattuto, soprattutto nella zona centrale del campo. Nella seconda parte di gara il Cerro è inevitabilmente costretto ad alzare i ritmi; da qui in poi comincia la una partita nella partita tra il Cerro ed il portiere avversario Armani. Gli ospiti cercano disperatamente il goal che gli permetterebbe di approdare in finale ma l’estremo difensore argentino si dimostra insuperabile. Finale di gioco concitato con il Cerro che rimane in inferiorità numerica per il rosso diretto ricevuto da Riveros. Al triplice fischio il “Girardot” esplode, l’Atletico si regala la seconda finale continentale appena 4 mesi dopo quella di Libertadores, giocata (e vinta) contro l’Indipendiente del Valle.

 

Chapecoense – San Lorenzo: Atmosfera incandescente all’ ”Arena Condà” di Chapecò, dove un fantastico pubblico ha letteralmente trascinato i brasiliani verso la prima, storica finale di Copa Libertadores. Il sorprendente 1-1 conquistato in trasferta permetteva allo Chapecoense di avere a disposizione due risultati su tre e di non essere costretto a vincere. Chi invece doveva assolutamente attaccare a testa bassa dal 1′ era il San Lorenzo, privo però dello squalificato Belluschi, direttore d’orchestra della banda allenata da Aguirre. Il San Lorenzo tiene il pallino del gioco sin dal 1’ e al 19esimo sfiora la rete del vantaggio con Mas. Alla mezz’ora i padroni di casa si vedono annullare il possibile goal del vantaggio firmato da Thiego per fuorigioco. Nella seconda parte di gara è dominio argentino: Blanco timbra in pieno il palo mentre l’ultima emozione capita sui piedi di Angeleri a 20 secondi dal termine della gara: il terzino argentino si ritrova il pallone sul destro e calcia  ma  Danilo compie una strepitosa parata di piede che fa la storia e manda i suoi in finale. Il San Lorenzo nel giro di una settimana dice dunque addio sia alla Copa Argentina che alla Copa Sudamericana anche se, per quanto visto nel doppio confronto, avrebbe forse meritato qualcosa in più.

Ugo D’Andrea



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