Tigres ed  André-Pierre Gignac: un amore sbocciato meno di un anno fa. Era il 18 giugno del 2015 quando “Big Mac” (così veniva preso in giro dai tifosi avversari in Francia per il suo sovrappeso) decide di dare una svolta drastica alla sua carriera, all’età di 30 anni, abbandonando il Marsiglia e trasferendosi dall’altra parte del mondo. Ad oggi sono 23 le reti messe a segno dal francese in 32 presenze con la maglia degli “Auriazules”, tenendo conto di tutte le competizioni.

Ieri sera il gigante francese si è ripetuto, siglando una doppietta in 4 minuti, che è valsa per il suo Tigres un risultato storico: la prima finale di CONCACAF Champions League. Alla competizione -l’equivalente della nostra Champions League- prendono parte 24 squadre del Nordamerica: quattro provenienti dal Messico, quattro dagli Stati Uniti, tre dalla zona caraibica, due dalla Costa Rica, due da El Salvador, due dal Guatemala, due dall’Honduras, due da Panamà, una dal Canada, una dal Belize e una dal Nicaragua.

Il Tigres, dopo aver superato agevolmente il girone in cui erano presenti anche i costaricensi dell’Herediano ed i salvadoregni dell’Isidro Metapán, si era ritrovato di fronte ai quarti gli statunitensi del Realt Salt Lake: con un 2-0 casalingo ed un prezioso 1-1 in trasferta (Gignac marcatore, tanto per cambiare) i messicani avevano guadagnato l’accesso alla prima semifinale della loro storia in questa competizione contro i connazionali del Querétaro.

Nella gara d’andata, disputata alla “Corredigodora” di Santiago de Querétaro ad avere la meglio era stata la paura di perdere da parte di entrambe le squadre, che avevano dato vita ad un non emozionantissimo 0-0. Nel ritorno della scorsa notte, in un “Universitario” gremito in ogni ordine di posto da 42mila spettatori, il Tigres è sceso in campo molto più determinato dell’avversario, imponendo il proprio gioco sin dall’inizio. Nonostante ciò gli avversari si son ben difesi ed anzi al 74′, con l’espulsione per doppio giallo del centrocampista dei padroni di casa Duenas, sembrava quasi che il Querétaro avesse in pugno la partita. André-Pierre Gignac deve averla però pensata diversamente: al minuto 84′ Rafael Sóbis crossa al centro per il compagno Damián Álvarez, che non riesce però a controllare il pallone; lo stesso arriva al francese che di destro gira nell’angolino basso. Pubblico in delirio e calciatori del Querétaro con le mani tra i capelli per un sogno andato in frantumi a pochi minuti dal fischio finale. Lo show personale del numero 10 non è però ancora finito. Passano soli tre minuti e su un lancio della difesa del Tigres i difensori centrali del Querétaro pasticciano: Gignac si ritrova a tu per tu con il portiere Tiago Volpi e lo supera con un delizioso pallonetto.

Nella finale della competizione, che si disputerà sempre con la formula di gare d’andata e ritorno i prossimi 21 e 28 aprile, il Tigres si ritroverà davanti un’altra squadra messicana: il Club América. “Las Águilas” sono uno dei club più importanti dell’intero panorama calcistico messicano per storia e palmarès, nonchè campioni in carica della CONCACAF Champions League, in seguito al successo dello scorso anno sui canadesi del Montreal Impact. Nella corrente  edizione i messicani hanno superato la fase a gironi agevolmente, eliminando poi ai quarti gli americani dei Seattle Sounders ed in semifinale i connazionali del Santos Laguna in un tiratissimo doppio confronto deciso ai tempi supplementari del match di ritorno. Tra le fila della squadra con sede a Ciudad del México spiccano Peralta, bomber della nazionale messicana e una vecchia conoscenza del calcio italiano: il colombiano Quintero.

Chiudiamo con un dato storico interessante:  il Club América può vantare ben 6 vittorie in questo prestigioso trofeo (record assoluto per numero di vittorie assieme ad i connazionali del Cruz Azul): 6 sono state le finali raggiunte (1977, 1987, 1990, 1992, 2006, 2015) ed altrettanti i trionfi. Non propriamente un dato beneaugurante per il Tigres, che però darà l’anima per portare a casa un trionfo storico e guadagnare anche l’accesso al prossimo Mondiale per Club. E per riuscire nell’impresa potrà contare sull’apporto di quel francese con il numero 10 sulle spalle e tanta voglia di stupire ancora. A suon di goal, ovviamente.



As featured on NewsNow: Calcio news