SPROFONDO ROSSO – All’Olimpico di Quito l’Ecuador di Quinteros, dopo 3 sconfitte consecutive, ospita il Cile di Pizzi. Quinteros lancia Ramirez, terzino sinistro classe ’94, al posto del veterano Ayovi e davanti si affida alla coppia Enner Valencia-Caicedo. Pizzi invece punta sui soliti Vidal e Sanchez. La gara parte forte con i padroni di casa che spingono alla ricerca della vittoria che manca da 4 turni. L’Ecuador passa al 20′ su azione di Enner sulla sinistra che arriva in zona cross e con un passaggio rasoterra trova Antonio dall’altra parte che con un destro all’angolino porta in vantaggio la squadra di casa. Gol firmato Valencia. Il 2 a 0 ci mette poco ad arrivare, questa volta è Antonio Valencia che aziona il turbo e arriva sul fondo, mette una palla morbida sul secondo palo ma Fidel Martinez non trova la coordinazione per tirare, allora appoggia all’indietro per Ramirez che arriva in corsa e con un mancino potente e preciso sul primo palo batte l’incolpevole Bravo. 2 a 0 al 23′. Il Cile si fa vedere solo con un’azione di contropiede, Vidal serve Sanchez sulla destra che mette una palla rasoterra per Vargas che da buona posizione spara alto. Unica azione degna di nota degli ospiti in tutto il primo tempo, che finisce sul 2 a 0 con un monologo casalingo. La partire riprende com’era finita prima dell’intervallo. Alla seconda azione l’Ecuador la chiude: Ramirez lancia Enner in profondità, che essendo marcato non riesce a tirare allora appoggia per Antonio che fa partire un destro rasoterra che Caicedo in posizione regolare devia in porta. 3 a 0 al 46′ e gara in cassaforte. C’è solo spazio per l’esordio in nazionale per l’eroe di Santiago che ha trascinato il Palestino ai quarti di Sudamericana: Leonardo Valencia. L’Ecuador vince e convince, il Cile è troppo poco per essere vero.

URUGUAY IN SCIOLTEZZA – Al Centenario di Montevideo L’Uruguay di Suarez attende il Venezuela. Tabares, alquanto restio ai cambi, lancia Gaston Silva al posto di Fucile, e si affida a Seba Coates per affiancare il monumentale Godin. Dudamel preferisce Penaranda al torinese Martinez. A partire a mille sono gli ospiti che nei primi 10 minuti su rendono pericolosi due volte, prima con un tiro dal limite di Juanpi parato da Muslera in calcio d’angolo, e poi con un’azione personale spettacolare di Penaranda che arriva in area sulla linea di fondo e serve Juanpi che trova solo l’esterno della rete. Al 21′ un’occasione incredibile per Penaranda, su azione da corner dell’Uruguay parte il contropiede dell’attaccante dell’Udinese, la prima volta respinto ma poi Rondon lo rilancia di testa nello spazio, Muslera esce a vuoto e a porta sguarnita l’attaccante venezuelano calcia incredibilmente a lato. C’è tempo per un’altra occasione per gli ospiti, sempre con Penaranda che serve in verticale Rondon ma l’attaccante del WBA calcia sul fondo. E come spesso accade alla prima occasione l’Uruguay passa: il solito Suarez si libera sulla sinistra e serve una palla morbida per Lodeiro che si inserisce con i tempi giusti e di testa batte Hernandez. Il primo tempo dominato dagli ospiti si chiude sull’1 a 0 per la Celeste. La ripresa inizia con l’episodio decisivo: Sanchez svirgola una palla e gli esce un lancio a campanile che mette fuori tempo Wilker, e Cavani con tiro di controbalzo firma il 2 a 0 nella prima azione del secondo tempo. Al 65′ gli ospiti rimangono in 10 per l’espulsione di Vizcarrondo, per trattenuta continuata sul solito instancabile Suarez, secondo giallo inevitabile. Il 3 a 0 arriva sempre sull’asse Sanchez-Suarez-Cavani, il centrocampista del Monterrey si libera sulla destra e lascia partire un cross rasoterra, Suarez prolunga di tacco e Cavani anticipa l’uscita di Hernandez. 3 a 0 e gara chiusa. Venezuela bello ma inconcludente, l’Uruguay mai bello ma spesso incisivo.

CADE LA FORTEZZA GUARANÌ – Ad Asuncion va in scena la sfida tra Paraguay e Colombia. Arce conferma la sua formazione tipo, preferendo Riveros a Derlis Gonzalez. Pekermann invece deve fare a meno dell’infortunato James, e preferisce coprirsi inserendo un mediano in più al posto del trequartista del Real. La gara offre pochissimi spunti: la Colombia si difende con ordine e cerca di sfruttare la velocità di Cuadrado e Muriel davanti, ma i due velocisti non sono in giornata di graziA. Il Paraguay prova a fare la partita ma non trova sbocchi. Il risultato è un noioso primo tempo con 0 tiri in porta da entrambe le parti. Nella ripresa le due squadre cercano di alzare il ritmo, soprattutto il Paraguay con l’inserimento di Derlis Gonzalez e Lucas Barrios. Ma la squadra di casa riesce a rendersi pericolosa solo su palla inattiva: in mischia su corner Da Silva va vicinissimo al gol ma Fabra sulla linea respinge un gol praticamente già fatto. Accade poco o nulla fino al 90′, quando il neo entrato Cardona, con una giocata delle sue decide la gara: Arias lancia Cardona che scambia due volte con Bacca, arriva davanti ad Ospina in uscita e con un pallonetto morbido e imprendibile porta 3 punti fondamentali a una brutta Colombia. La serata spenta di Asuncion viene accesa dalla giocata da campione di Edwin Cardona. La Colombia continua a vincere senza convincere, il Paraguay può e deve fare molto di più.

Di Lorenzo Lazzarotto

 

 

 



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