La maggior parte dei campionati d’Apertura sudamericani sono ormai giunti al termine. Come in Cile dov’è questa settimana si è svolta l’ultima giornata che ha decretato le quattro squadre partecipanti ai playoff. La prima è l’Universidad Càtolica, vincitrice dello scorso campionato di Clausura e che in questa sessione ha stracciato il campionato: 31 punti in 15 partite con 37 gol fatti, 18 subiti è una differenza reti di +13 sulla seconda. Qualitativamente la squadra di Mario Salas è di certo la più forte; la coppia Castillo-Buonanotte fa scintille: 21 gol e 12 assist in due, accompagnati dal sempre presente Josè Fuenzalida, veterano indiscusso dei Los Cruzados. Questo tridente, però, deve essere obbligatoriamente approfondito: Nicolàs Castillo è il più giovane e frizzante dei tre, nonché capocannoniere e assist-man del campionato con 13 gol e 8 assist. Castillo muove i suoi primi passi proprio nel Càtolica ad appena 7 anni. Debutta tra i professionisti nel 2011 entrando al posto di Felipe Gutierréz. Rimane con il Càtolica fino al 2014 anno in cui decide di oltrepassare il confine e passare in Europa, sponda Belgio, al Club Brugge. In un anno colleziona 23 presenze e 9 gol. Suscita così la curiosità di parecchie squadre cosiddette “big”. Lo prendo in prestito il Mainz, ma suo malgrado, la settimana successiva al suo debutto, in allenamento, Castillo si rompe il legamento collaterale del ginocchio destro concludendo anzitempo la sua stagione. Per ritrovare se stesso, Castillo, sceglie l’Italia, passando in prestito con diritto di riscatto al Frosinone, ma anche qui il campo non lo vede molto, solo 6 presenze e 0 gol. E allora qual è il modo migliore per rinascere? Tornare alle origini e dunque rieccolo al Càtolica dove torna protagonista.

Buonanotte, invece, deve la sua crescita calcistica al River Plate, dove gioca per ben 5 anni collezionando 104 presenze e 25 gol. Poi, come Castillo, sceglie l’Europa, dove gioca prima col Malaga e poi col Granada, ma nonostante le buone prospettive, Buonanotte esprime il suo talento a sprazzi. Dunque si torna in Sudamerica, prima Pachuca, poi Quilmes ed infine Càtolica. Josè Fuenzalida, invece, è un po’ la colonna portante dei Los Cruzados, dove di fatti cresce, debutta e gioca i primi tre anni della sua carriera. Però, a differenza degli altri, Fuenzalida è sempre stato fedele al Sudamerica, in particolare al Cile dove gioca con le maglie di Colo-Colo e O’Higgins, prima di passare al Boca Juniors.

Abbiamo detto Colo-Colo? Beh, la sua presenza ai playoff è tutt’altro che un utopia. Il Cacique sono la “storia” della Primera Divisìon cilena con ben 31 titoli vinti e infatti si fanno chiamare “Eterno Campeón”. In questa sessione, però, gli eterni campioni sono riusciti a raggiungere la qualificazione in extremis, soprattutto grazie al loro veterano di fiducia: Esteban Paredes, che a 36 anni suonati continua a segnare. Su di lui in c’è molto da dire, a parte il fatto che nei suoi primi anni di carriera ha cambiato parecchie maglie trovando la sua dimensione solo con quella del Colo-Colo. Come il Colo-Colo anche l’Unión Espanola è sempre, o quasi, presente nella mischia delle concorrenti al titolo, ma il vero bomber gli Hispanos ce l’hanno in panchina: l’eterno Martìn Palermo, storica bandiera del campionato argentino e del Boca Juniors alle prime armi da allenatore, ma già decisivo, come lo era in campo. Dopo le prime esperienze in Argentina sulle panchine di Godoy Cruz e Arsenal Sarandì, arriva la chiamata dell’ Unión Espanola dove al primo anno è già in lotta per il titolo. Quarto ed ultimo l’O’Higgins, squadra un po’ meno titolata delle altre, ma pur sempre competitiva, soprattutto negli ultimi anni. La sfida è lanciata. Chi si aggiudicherà il titolo di campione d’Apertura?

Di Ciro de Vito



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