Un’altra tragedia dei cieli macchia a lutto il calcio mondiale. Poco prima della mezzanotte di lunedì 28 novembre, ora locale, il British Aerospace 146 della compagnia charter boliviana Lamia, che portava a bordo 81 persone (di cui 72 passeggeri e 9 membri dell’equipaggio) si è schiantato in Colombia, più precisamente a sud di Medellin, in una zona montagnosa alle porte della metropoli colombiana. Tra i passeggeri, l’intera Chapecoense, compagine brasiliana che mercoledì avrebbe dovuto giocare in casa dell’Atletico Medellin la storica finale d’andata della Copa Sudamericana. Per ora le notizie sono incerte e i dati provvisori: i sopravvissuti, al momento attuale, dovrebbero essere una quindicina, quattro dei quali calciatori della squadra della Chape. I morti accertati sono 25. I soccorsi sono resi difficili dalle ostacolanti condizioni meteo che imperversano nel Dipartimento di Antioquia; i primi dati, comunque, giungono direttamente dall’ospedale di La Ceja, la cittadina più vicina al luogo dello schianto che sta accogliendo le vittime della tragedia.

L’areo charter era partito da San Paolo, in Brasile, aveva fatto scalo in Bolivia ed aveva ripreso la sua rotta per la Colombia. Nel frattempo, la CONMEBOL, la Federcalcio sudamericana, ha dato l’annuncio dell’annullamento provvisorio di tutte le attività agonistiche, fino a nuovo ordine: Alejandro Dominguez, il suo presidente, è diretto in direzione di Medellin per accertarsi della situazione più da vicino. Il Chapecoense è un club di calcio fondato nel 1973 nella cittadina di Chapeco, nello stato di Santa Catarina. Promosso in Serie A brasiliana per la prima volta nel 2014, aveva conquistato l’accesso alla finale di Copa Sudamericana (il secondo trofeo continentale per importanza dopo la Copa Libertadores) dove avrebbe dovuto affrontare il più quotato Atletico Medellin.

Un dovuto pensiero va alle mogli, ai figli, ai parenti di tutti i calciatori, dirigenti, giornalisti e gli altri passeggeri che questa notte hanno perso la vita nello schianto.