Le cinque sorelle del calcio argentino (Boca, River, Racing, San Lorenzo e Independiente) hanno tenuto ancora una volta alto il nome del fútbol, comandato da “La Nuestra“, nome che gli argentini in antichitá hanno affibbiato al loro calcio fatto di tecnica, dribbling e spettacolo contrariamente a quello che era il football patriottico inglese, caratterizzato dalla fisicità e dai lanci lunghi.

Rinascita xeneizes – Il 2016 é sicuramente un anno che i tifosi Xeneizes ricorderanno nel bene e nel male. L’inizio dello scorso campionato del Boca é troppo misero per i piani alti: 7 punti in 5 partite sono pochi e a rimetterci é il “VascoRodolfo Arruabarrena. Ma la decisione del suo esonero non é stata presa solo per gli scarsi risultati. Secondo molte testate giornalistiche sudamericane la squadra aveva bisogno di una “rinfrescata”, se mi passate il termine. All’orizzonte c’é l’ombra del giovane Guillermo Barros Schelotto, ex bandiera dei gialloblú da calciatore pronto a diventarlo da allenatore dopo la brevissima esperienza sulla panchina del Palermo, l’uomo perfetto per la rinascita. Infatti, soprattutto all’inizio la squadra sembra giovarne, anche se la stagione si chiude con un nono posto e un eliminazione alle semifinali in Copa Libertadores. La nuova stagione conferma, però, le aspettative che si erano create attorno a Schelotto. La rinascita l’ha subita sopratutto Carlitos Tevez, la stella degli Xeneizes in questa prima parte di stagione che li ha trascinati nella straordinaria vittoria per 4-2 nel Superclasíco con una doppietta. La medicina di Schelotto funziona: a testimoniare c’é il momentaneo primato in classifica con 31 punti in 14 partite. Qualcosa, però, in questo 2017 per il Boca cambierà. L’Apache Carlitos Tevez ha accettato la miliardaria offerta arrivata dalla Cina e ha lasciato definitivamente La Bombonera e la sua gente. Riuscirà il Boca a mantenere il primato in questo 2017 senza la sua stella?

Gallardo ancora in sella – L’anno del River Plate Come i cugini del Boca, anche il River deve fare tesoro di quest’anno passato tra alti e bassi, ma a differenza degli Xeneizes, per i Millonarios ci sono stati più bassi che alti. La scorsa stagione è veramente fallimentare: nono posto in Zona A (l’anno scorso la Primera Division era divisa in due fasce) e un eliminazione agli ottavi di Copa Libertadores! L’inizio della nuova stagione dà manforte alle critiche: solo 22 punti in 14 partite, ma sopratutto il Superclasìco perso al Monumental. In questo 2017 serve una scossa, mister Marcello Gallardo resta sulla panchina, pronto a rilanciare i Millonarios.

Un Ciclòn incompiuto – La miglior squadra di questo 2016, probabilmente, é proprio il San Lorenzo. Un anno stellare per il Ciclòn, conclusosi, però, senza una vera e propria vittoria. La squadra di Pablo Guede termina lo scorso campionato primo in Zona A, ma in finale contro il Lanùs ne prende addirittura quattro! Anche in Copa Sudamericana sembrava inarrestabile e, invece, una volta arrivato alle seminali, cade sotto i colpi dell’ormai storica Chapecoense. L’unica coppa che il San Lorenzo ha alzato é stata la Supercoppa Argentina vinta nel derby contro il Boca per 4-0. Quest’anno alla guida dei Ciclòn non c’è più Pablo Guede, bensì Diego Aguirre, tecnico uruguaiano ex Atletico Mineiro, che continua il lavoro iniziato da Guede: 28 punti in 14 partite che significano secondo posto a -3 dal Boca.

L’anno del Lanùs – Il 2016 resterà nella memoria dei tifosi del Lanùs per sempre! Dopo 9 anni dall’ultima volta i granata tornano sul tetto dell’Argentina vincendo il secondo titolo della propria storia. Non c’è molto da dire su di loro se non che si sono dimostrati una squadra organizzata e strutturata nel servire quanti più palloni possibili al loro numero 9 nonché capocannoniere stagionale con 17 gol: José Sand, attaccante 36enne con un curriculum di esperienza sudamericana che parla da sé. L’anno nuovo presenta un leggero calo che, però, era già in vista.Chiudono la prima parte di stagione al sesto posto, in attesa di scoprire cosa dimostreranno in Copa Libertadores.

Le altre – Dulcis in fundo, anche Estudiantes e Newell’s meritano un approfondimento. La squadra di La Plata chiude la prima stagione al secondo posto, ma l’inizio della nuova sessione fa sognare i tifosi pincharratas: primi per 10 giornate da imbattuti poi un calo vistoso con 3 sconfitte ed un pareggio in 3 partite. Il Newell’s, invece, dopo il deludente dodicesimo posto della scorsa stagione, con 3 allenatori cambiati in 5 giornate, l’ultimo è Diego Osella, che in questa prima parte di campionato ha dato una vera e propria impronta ai rossoneri portandoli al secondo posto a pari punti con il San Lorenzo e a -3 dal Boca.

di Ciro De Vito



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