ANTEFATTO – La paralisi del calcio argentino parte dalla decisione del nuovo Premier argentino Mauricio Macri di levare i finanziamenti pubblici al calcio, di chiudere Futbol Para Todos, e di dare al calcio argentino una conformazione più europea basata sul mercato. Da qui si è attivata la macchina per trovare altri sponsor, altre tv a cui cedere i diritti, e soprattutto nuove regole interne, vale a dire un nuovo statuto. Tutto questo ha portato il campionato, che doveva riprendere a inizio Febbraio, allo slittamento al 3 Marzo.

I PROBLEMI – L’accordo tra Governo e Federazione per la rescissione del contratto di esclusiva con Futbol Para Todos, che già dallo scorso semestre era “orfana” di River, Boca, Racing e Independiente, lasciate libere di cedere i propri diritti tv singolarmente, è arrivato ed è stato ratificato solo il 24 Febbraio. Questo accordo ha portato nelle casse della Federazione 350 Milioni di Pesos. Il problema ulteriore è che essendo tutto bloccato, le società non hanno pagato lo stipendio ai calciatori per i primi due mesi dell’anno, quindi è intervenuta l’associazione dei calciatori argentini che ha calcolato un debito delle società nei confronti dei giocatori di 475 Milioni di Pesos. La soluzione temporanea trovata dall’AFA è stata quella di girare i soldi che ha incassato la Federazione dal Governo alle società a cui spettavano proprio per pagare parte degli stipendi dei calciatori. La restante parte verrà versata quando sarà firmato il contratto tra la Federazione e la società televisiva che trasmetterà il campionato. Al momento in piedi ci sono tre offerte: Fox, Espn e Mediapro. Sui diritti tv l’assemblea dell’AFA doveva esprimersi nella giornata di venerdì, ma hanno deciso di prendersi qualche giorno per valutare meglio e la scelta dovrebbe essere resa pubblica nelle prossime ore. Oltre tutto questo c’è anche la questione delle prossime elezioni federali. Sempre venerdì nell’assemblea si è votato il nuovo statuto, con grando polemiche riguardo l’articolo 87. L’articolo 87 crea una commissione interna all’AFA per l’analisi dell’idoneità dei candidati alla presidenza della Federazione. FIFA e Conmebol, presenti all’assemblea come da prassi, hanno segnalato subito che questo articolo è contrario ai principi FIFA: l’AFA dal canto suo ha respinto la possibilità di interferenza delle due istituzioni internazionali sull’idonietà dei candidati.

DOMANI (FORSE) SI TORNA IN CAMPO – Anche su pressione del governo, del Ministero per il Lavoro, e dall’agenzia per la prevenzione della violenza nello sport, venerdì alle 19 al Gigante de Arroyto il Rosario Central ospita il Godoy Cruz  nell’anticipo della 15° giornata della Primera Division. Il sindacato dei giocatori però minaccia sciopero, causa stipendi non ancora pagati, addirittura da 4 mesi in alcune società. Il Governo che sta dalla parte dell’AFA è pronto a utilizzare la “conciliación obligatoria“, strumento giuridico che obbliga le parti a scendere a patti, con delle regole da rispettare e che obbliga la parte che protesta a non scioperare. Sullo sfondo c’è il fischio d’inizio sul campo verde che toglie queste faccende politico-istituzionali dall’attenzione generale, ma alcuni problemi restano e andranno risolti: l’attivissimo governo Macri d iquesto periodo vigilerà sulle prossime mosse dell’AFA. A partire dall’elezione del nuovo presidente prevista per il 29 Marzo.



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