Si, non avrà il seguito della Champions League, ne i top player, tantomeno innumerevoli emittenti a contendersene l’esclusiva tv, ma per ogni appassionato di calcio la CAF Champions League, la coppa dei campioni africana, avrà sempre il suo fascino. Il paragone con la competizione nostrana è obbligato, perché il povero calcio africano ha sempre seguito la scia dei ricchi europei, tanto che la stessa coppa dei campioni africana, che si gioca dal 1964, diciotto anni fa ha cambiato il suo nome in CAF Champions League seguendo le orme del grande calcio; persino Coppa delle Coppe  e Coppa CAF (la loro Coppa Uefa) si sono fuse nella Coppa della Confederazione sul modello europeo dell’Europa League.

A trionfare nella massima competizione africana a livello di club sono stati, più volte, i club egiziani, lo Zamalek, ma soprattutto l’Al-Ahly che ha vinto il trofeo sia nel 2012 che nel 2013 sollevando per l’ottava volta della sua storia la coppa, ma che ha poi lasciato il trono lo scorso anno agli algerini dell’ ES Setif. Parliamo di anni, non di stagioni, poiché la CAF Champions League è a tutti gli effetti una competizione a cadenza annuale, che parte a Gennaio con tre turni preliminari ad eliminazione diretta, passa per due gironi da otto squadre, e si conclude a Novembre, con le prime due dei raggruppamenti a contendersi semifinali e finali, e con le altre due eliminate che accedono alla Coppa della Confederazione a cui accennavano sopra.

Anche quest’anno le tre fasi preliminari hanno ridotto le sessantaquattro squadre partecipanti alle otto contendenti al titolo, nella cosiddetta fase finale del torneo. Dovendo fare un bilancio, nei due gironi da otto squadre giunte a contendersi la coppa, quest’anno si contano tre club algerini, due sudanesi, ed una di Congo, Marocco ed Egitto.

A venire eliminate nei primi tre turni preliminari sono state  dunque le squadre sud-africane,con i Kaizer che hanno dimostrato ancora una volta di non essere in grado di arrivare in fondo alla competizione e che si sono arresi al secondo turno ai marocchini del Raja Casablanca. Nessuna rappresentanza anche per i club di Mali e Guinea, con Kaloum Star e Stade Malien eliminate nell’ultimo turno preliminare da Alger e Mazembe.

Non è andata meglio ai club tunisini che nelle ultime due edizioni avevano sempre avuto almeno un club in una delle semifinali e che invece quest’anno non hanno avuto nessun club in grado di raggiungere i gironi. Il calcio tunisino ha avuto la peggio negli scontri diretti con i club di Sudan ed Algeria. Sia lo Sfaxien che l’Esperance Tunis sono infatti cadute nell’ultimo turno preliminare rispettivamente con gli algerini dell’Eulma e con i sudanesi dell’Al-Merreikh. Ha raggiunto invece i gironi un solo club egiziano, lo Smouha,mentre i titolati cugini del’Al-Ahly si sono arresi ai calci di rigore ai marocchini del Tetouan nell’ultimo turno preliminare.

L’Algeria era la nazione ad avere più squadre alla fase finale ma non è stata affatto fortunata, con tutti e tre i club inseriti nello stesso raggruppamento, il B, assieme ai sudanesi dell’Al-Merreikh. A volare alle semifinali sono stati proprio i sudanesi, qualificati come secondi dietro all’Alger, rivelatasi la più attrezzata tra le formazioni algerine. Il Gruppo A era invece un melting-pot con i congolesi del Mazembe, i sudanesi dell’Al-Hilal, i marocchini del Tetouan e gli egiziani dello Smouha. Qui il girone è stato nettamente più equilibrato ed a spuntarla sono stati Mazembe ed Al-Hilal.

Le semifinali hanno dunque visto il Mazembe affrontare i sudanesi dell’Al Merreikh in un doppio confronto tiratissimo; all’andata, in Sudan, l’hanno spuntata i padroni di casa con un 2 a 1 sofferto, nel ritorno invece i congolesi si sono meritatamente conquistati la finale con un 3 a 0 senza repliche. Meno spettacolo nel doppio confronto tra Alger ed Al-Hilal con gli algerini capaci di vincere 2 a 1 in trasferta ed accontentarsi così di uno 0 a 0 per ipotecare la finale.

Il Mazembe, club della RD del Congo, che lo scorso anno era arrivato in semifinale, non partiva con i favori del pronostico contro la formazione algerina ma nella finale di andata, in Algeria, ha dimostrato il suo valore all’intero continente riuscendo a vincere per 2 reti ad 1. Nella gara di ritorno di una settimana fa, così , i corvi, come vengono chiamati in patria, si sono limitati alla gestione del risultato trovando poi nel finale anche due reti che hanno coronato il trionfo nella competizione.

Nel nostro burocratico mondo i club sono enti, federazioni o associazioni, ed hanno tutti la loro abbreviazione : A.S. , F.C. A.C. ecc.Davanti a Mazembe invece leggete solo l’abbreviazione TP.  Che ente é ? nessuno, e tutti quanti. Il nome completo, Tout Puissant Mazembe, tradotto significa “onnipotenti Mazembe”. Per loro, che possono tutto, si tratta della quinta CAF Champions League conquistata dopo gli ultimi due successi de 2009 e del 2010. La gioia, nella città di Lumbmbashi, era molta anche se i riflettori del mondo intero non erano puntati sul prato del piccolo impianto di Kamalondo, e la passione non mancava affatto, benché non ci fossero centinaia di telecamere a riprendere la festa. Ma per questo magari il Mazembre dovrà solo attendere la prossima Coppa del Mondo per club, alla quale grazie a questa vittoria, il club bianconero parteciperà nuovamente; poco male per una squadra in origine fondata da monaci per far giocare gli studenti, e che continua a sognare in grande, perché anche in una piccola realtà come questa,dopo un successo così, negli occhi di calciatori e tifosi c’è, per qualche istante, la sensazione di essere veramente ‘onnipotenti’.

 

 

 



As featured on NewsNow: Calcio news