Movimenti bancari e conti correnti spiati da molti soggetti, segnalazioni all’Agenzia Entrate

Entro il 31 marzo di ogni anno gli intermediari finanziari(Banche, Sim, Assicurazioni etc.) hanno l’obbligo di comunicare all’Anagrafe Tributaria i dati relativi ai rapporti finanziari tenuti dai loro clienti riguardante il periodo 2017. Gli operatori finanziari inviano all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai rapporti finanziari intrattenuti, dagli stessi con i propri clienti nel 2017.

Come spiega l’Adnkronos, a confermare l’ipotesi allo studio è la stessa Unità di Informazione Finanziaria (UIF), la task force anti-riciclaggio di Bankitalia. “Il sistema di rilevazione sarà completato entro quest’anno. Le segnalazioni, pertanto, potranno prendere avvio fra gli ultimi mesi del 2018 e l’inizio del 2019”, fanno sapere.

All’agenzia hanno spiegato che sono già iniziati “i lavori per richiedere a banche, istituti di pagamento e istituti di moneta elettronica la segnalazione mensile delle transazioni in contante per le quali non sussistano ulteriori specifici elementi di sospetto”. La novità è stata introdotta dal decreto legislativo 90/2017 per le norme anti-riciclaggio. “Nei prossimi giorni saranno avviati i confronti con gli operatori sulle forme e modalità di segnalazione”. La soglia individuata, verosimilmente, sarà “almeno in fase di avvio, superiore a quella di 3mila euro, fissata dalla legge per i trasferimenti in contante fra i privati”.

Le nuove norme sui movimenti bancari mettono in allerta il fisco e l’Agenzia delle Entrate.
Attualmente ci sono diverse situazioni dove si aprono due diversi iter con conseguenze opposti l’uno dall’altro.

Tutto questo a causa delle nuove norme sulla movimentazioni bancarie che sono diventate molto più ridotte. Per prelevare somme piccole non ci si imbatte in nessun problema, ma laddove l’importo dovesse superare il tetto di €3000, cassiere dovuto ad informare la Uif ”unità di informazione finanziaria” della banca d’Italia, notificando un potenziale rischio di attività illecite, come ad esempio il riciclo di denaro sporco.
A sua volta la Uif, laddove ci sono dei dubbi puoi informare dare la procura della Repubblica.

Dal canto suo, l’Agenzia delle Entrate si muove in parallelo, a differenza della banca d’Italia loro non hanno bisogno di alcuna segnalazione perché tutti i dati gli arrivano in modo informatico ed automatico grazie alla connessione interna tra i computer degli istituti di credito italiani e l’anagrafe tributaria.

Conti correnti controlli serrati da parte dell’Agenzia delle Entrate e Guardi di Finanza

La novità è stata voluta dal Governo con la Legge di stabilità, che ha ampliato i poteri di accertamento del Fisco. Con questa autorizzazione il Fisco avrà quindi libero accesso alla giacenza media dei nostri depositi e tutti i dati andranno nella “Superanagrafe” dei conti correnti. Saranno infatti le banche e gli uffici postali a girare i nostri dati all’Agenzia delle Entrate. Il Fisco verrà a conoscenza in tal modo dell’importo medio del conto rapportato a un anno. Il calcolo si ottiene dividendo i saldi giornalieri per 365. Adesso Il Fisco compie un notevole salto di qualità, ed i correntisti sono nel mirino dell’Agenzia, ma con l’accesso diretto alle giacenze di fatto il controllo sarà più stretta. L’analisi costante del conto sarà un’arma contro i movimenti sospetti con riempimenti e svuotamenti del conto corrente . L’obiettivo di questa operazione legata alla giacenza media, sostengono all’Agenzia dell’ Entrate, sono i controlli sull’ Isee, lo strumento di valutazione della situazione economica di coloro che richiedono prestazioni sociali agevolate (borse di studio per i figli, esenzioni sanitarie o sgravi sulle rette scolastiche). Per stanare i “furbi”, il Fisco adesso ha le carte in regola.

Negli ultimi anni grazie ad una serie di interventi, tra cui privacy, incrocio di banche dati, comunicazioni di tutte le operazioni sopra determinati importi, acquisti di prodotti di valore, analisi dei conti correnti, gli occhi del fisco possono analizzare e verificare tantissime informazioni. Ma quali sono i limiti? Cosa può non controllare?

Regole e controlli su operazioni

L’Agenzia delle Entrate può adesso analizzare i movimenti bancari grazie all’Anagrafe dei conti correnti. Vale la regola dell’inversione dell’onere della prova: significa che spetta al titolare del conto dimostrare che il denaro versato sia “pulito” ovvero frutto di attività su cui sono state regolarmente pagate le tasse al fisco. E c’è un aspetto che vale la pena evidenziare: sotto esame non c’è solo l’attività economica delle imprese, soprattutto di grandi dimensioni, ma anche dei professionisti come dimostrano i dati più recenti sulla percentuale dei controlli. Le indagini finanziarie possono essere eseguite nei confronti di tutte le persone fisiche. Se il titolare di un conto versa una somma maggiore del proprio stipendio mensile, allora il fisco può fare scattare gli accertamenti o comunque una richiesta di chiarimenti. E spetta allo stesso contribuente spiegare la provenienza di quella cifra. Stando infatti alle regole fiscali in vigore, tutti i versamenti su conti correnti sono considerati redditi imponibili. Naturalmente possono esserci valide motivazioni, come una vincita al gioco e/o il frutto di una donazione ma spetta sempre all’interessato dimostrarlo. La soluzione è indicare sempre la causale dei versamenti sul conto corrente in denaro contante.

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