Rc auto, stop alla sospensione dell’assicurazione: tutte le novità

Una recente sentenza della Corte di giustizia europea sull’obbligo di assicurazione rc auto, cioè l’assicurazione obbligatoria sulla responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli, sarà senz’altro fonte di dubbi e polemiche. Si potrebbe sostenere che, in base a tale sentenza, da ora in poi sarebbe obbligatorio assicurare un veicolo anche se questo non circola sulla strada. La questione è ancora più complicata, vediamo perché.

Arrivano brutte notizie per i motociclisti e gli automobilisti di tutta Europa.  Chi ha subito il maggior colpo sono forse proprio per i motociclisti. La Corte di Giustizia dell’Unione europea, infatti, si è pronunciata in merito a uno specifico caso dichiarando che se un veicolo risulta immatricolato ed è idoneo alla circolazione stradale, esso deve necessariamente essere assicurato. Si tratta di una svolta se non epocale sicuramente molto importante in un campo delicato (soprattutto per le tasche dei consumatori) come quello delle polizze RC moto.

La decisione è arrivata in seguito alla sentenza “Juliana”: in Portogallo, un uomo alla guida di un’auto priva di assicurazione ha provocato un incidente in cui hanno perso la vita in tre, lui compreso.

La Corte ha dato l’obbligo a tutti gli stati membri di mettere in atto, nelle loro norme interne, l’obbligo di assicurare i veicoli, indipendentemente dall’uso che ne può derivare o da l’intenzione di circolare o meno: basta che l’auto sia immatricolata e funzioni.

“A questo punto tutti i proprietari di autovetture o motocicli dovranno fare molta attenzione a lasciare, anche se per periodi di tempo limitati, i propri veicoli privi di copertura assicurativa (seppure tenuti all’interno di un garage, di un’autorimessa o di un cortile privato)” spiega l’avvocato Marco Rodolfi, del Comitato scientifico di Ridare, portale di Giuffrè Francis Lefebvre che affronta tutte le tematiche in materia di risarcimento del danno e responsabilità civile.

Se questa auto venisse coinvolta in un incidente, infatti, “il Fondo di Garanzia avrebbe ora il diritto di rivalersi per i danni pagati ai terzi danneggiati nei confronti del proprietario” anche se l’auto gli fosse stata rubata, “in quanto non ha adempiuto all’obbligo di stipulare una polizza per la responsabilità civile verso terzi” continua Rodolfi.

RC Auto false, ecco come distinguerle

Anche se, già da tempo è stato introdotto il contrassegno elettronico, le grandi truffe verso i cittadini trame le polizze RC Auto false accadono giornalmente.

Grazie a proposte pubblicitarie con trucchetti che ingannano il nostro cervello e non, moltissimi cittadini italiani sono state vittime delle polizze auto a prezzi vantaggiosissimi, mettendo a rischio non solo il loro portafoglio, ma cosa più grave il ritiro immediato della patente, il fermo dell’auto e molte che arrivano fino a €3400.

Le polizze che lasciano perplessità e per questo sono sotto accusa sono le cose dette a breve durata, che ogni cittadino la voglia del risparmio. Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, l’ultimo periodo ha scoperchiato moltissimi siti web irregolari dall’inizio del 2013 fino ad oggi, verificando il metodo puntuale dei truffatori che più o meno rimane sempre uguale, come preoccupante aumento del perfezionismo.

Sono in aumento i casi di polizze r.c.auto temporanee false, proposte on line da siti
irregolari.

Questi siti offrono polizze r.c. auto di breve durata (da pochi giorni ad alcuni mesi), proponendole come vantaggiose per chi usa l’automobile solo per brevi periodi di tempo o
per chi deve ritirare il veicolo e farlo immatricolare. Usano nomi di imprese di
assicurazione inesistenti o sfruttano impropriamente nomi di imprese regolari o di
intermediari regolarmente iscritti.

Attratti dalle prospettive di risparmio, si rischia di cadere nella rete, perdendo soldi ed
esponendosi al rischio di guidare senza copertura, di vedersi sequestrare il veicolo o
ritirare la patente o di essere esposti a richieste in caso di sinistro.
Alcuni tra i più recenti casi scoperti da IVASS riguardano i siti:
assitempo.it
contibroker.it
assicurazionibrevi.it
studiobovio.com
assipuntodrive.com
galloassicurazioni.com
Per questi casi, IVASS ha già sporto denuncia alla Polizia Postale.

Possibili segnali di allarme sono:

1) assenza sul sito web dei dati identificativi dell’intermediario assicurativo, e cioè del soggetto autorizzato dalla legge a distribuire polizze di assicurazione. Sul sito devono essere presenti l’indirizzo della sede, recapiti telefonici e postali, compresa la PEC, il numero e la data di iscrizione al RUI (il Registro tenuto dall’IVASS degli intermediari assicurativi e riassicurativi con sede o residenza in Italia), l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’IVASS.

Per gli intermediari UE iscritti nell’Elenco annesso deve essere indicata anche l’eventuale
sede secondaria e il possesso dell’abilitazione all’esercizio dell’attività in Italia, con
indicazione dell’Autorità di vigilanza dello Stato membro d’origine. Poiché i dati
possono essere presenti, ma falsi, è bene controllare la corrispondenza dei dati
sul RUI o sull’Elenco annesso.

2) Presenza del sito nell’Elenco dei siti web irregolari pubblicato dall’IVASS;
3) Assenza sul sito del nome dell’impresa assicurativa che emette la polizza;
4) Nome di un’impresa di assicurazione che non compare nell’Elenco delle
imprese italiane né nell’Elenco delle imprese estere ammesse ad operare nella
r.c.auto. Fai molta attenzione perché un semplice errore, anche minimo o
apparentemente casuale, potrebbe nascondere un imbroglio!
Se hai dubbi contatta in ogni caso l’impresa assicurativa (non utilizzando i recapiti
presenti sul sito, ma cercandoli altrove) per avere conferma della regolarità
dell’operazione proposta.
Per qualsiasi necessità di assistenza puoi anche rivolgerti al Contact Center IVASS,
numero verde 800-486661 dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 14.30.

COME FUNZIONA UN’ASSICURAZIONE

Quale che sia l’evento da coprire, la caratteristica principale dell’assicurazione è da sempre la mutualità, ovvero l’operazione di trasferimento di un rischio individuale su una collettività attraverso la ripartizione dello stesso rischio tra più soggetti.

È qui che interviene l’impresa di assicurazione. Le conseguenze dannose degli eventi, infatti, vengono trasferite dal singolo all’impresa in cambio di un corrispettivo, il premio, di entità molto inferiore al costo che, da solo, il singolo dovrebbe sopportare se si verificasse uno di tali eventi.

Le imprese assicurative svolgono pertanto un’attività cruciale all’interno del sistema economico: coprendo una grande varietà di rischi, con l’offerta di diversi tipi di contratti, contribuiscono a ridurre l’incertezza connessa all’attività umana, con importanti riflessi di carattere economico e sociale.

L’attività delle compagnie di assicurazione si caratterizza per:

– la distribuzione di un rischio individuale sulla collettività (ad esempio, nelle polizze che coprono il rischio di incendio la compagnia riesce a risarcire il danno subito da una singola abitazione grazie all’insieme dei premi raccolti da più assicurati);

– lo sfasamento temporale tra il momento dell’incasso dei premi e l’erogazione delle prestazioni (ad esempio, nel caso di un’assicurazione sulla vita, la compagnia raccoglie i premi in via anticipata e paga un capitale o una rendita solo in un tempo successivo, cioè alla scadenza della polizza o al verificarsi dell’evento stabilito dal contratto; oppure, nel caso di un’assicurazione di responsabilità civile, l’impresa si impegna, dietro pagamento del premio, a risarcire un danno che nel futuro l’assicurato potrebbe arrecare ad altri).

Ciò rende disponibili subito notevoli somme di denaro di cui l’impresa avrà bisogno solo in un tempo successivo. L’impiego di queste somme, sottoposto al controllo dell’IVASS, è destinato alla costituzione delle cosiddette attività a copertura delle riserve tecniche, che forniranno alla compagnia le risorse necessarie per far fronte agli impegni assunti nei confronti degli assicurati e dei danneggiati.

In altre parole, le compagnie raccolgono i premi dagli assicurati, li accantonano in bilancio per costituire la provvista necessaria (riserve tecniche) per pagare, al verificarsi del sinistro, le prestazioni dovute agli assicurati, ai beneficiari o, più in generale, agli aventi diritto. In questo modo contribuiscono a ridurre l’incertezza dell’attività umana, con benefici per l’economia.

CHE COS’È UNA POLIZZA ASSICURATIVA

Dal latino pollicitatio, ossia promessa, è il documento che attesta la stipulazione di un contratto assicurativo.

La polizza contiene tutte le condizioni che regolano il contratto: sia quelle generali e speciali, che vengono predisposte dalle imprese in modo standard e uniforme per tutti i prodotti di uno stesso tipo, sia quelle particolari, relative al singolo contratto da stipulare.Ma vediamo quali sono i soggetti che intervengono nel contratto.

I soggetti del contratto assicurativo

Il contraente. È colui che sottoscrive la polizza e assume l’obbligo di pagare il premio. Non è detto, però, che il contraente sia anche l’assicurato.
L’assicurato. È la persona il cui interesse è protetto dalla garanzia prevista dal contratto. Nei contratti vita la figura del contraente e dell’assicurato generalmente coincidono, ad eccezione del caso (molto raro) in cui il contraente ottiene l’autorizzazione formale da un terzo a stipulare il contratto sulla sua vita.

Il beneficiario. In certi tipi di contratto, per esempio quelli sulla vita, è prevista anche la figura del beneficiario, ossia di colui che viene designato dal contraente a percepire le somme maturate dal contratto alla scadenza della polizza o alla sua morte.

Il terzo danneggiato. In generale, nelle assicurazioni della responsabilità civile, è la vittima del fatto illecito il cui risarcimento dei danni viene garantito dall’impresa dell’assicurato responsabile. Nel caso della rc. auto è la persona che ha subìto danni in occasione di un incidente della strada provocato dal conducente di un veicolo cui è attribuita totalmente o parzialmente la responsabilità del sinistro.

1. Un marito (contraente) stipula un contratto “caso morte” sulla propria vita (ed è quindi anche l’assicurato) e attribuisce alla propria moglie (beneficiaria) il diritto esclusivo, in caso di suo decesso, di percepire un capitale o una rendita.

2. Un marito (contraente/assicurato) stipula un contratto “caso vita” (ossia matura il diritto alla prestazione assicurativa solo se ad una determinata scadenza è ancora in vita) e percepisce alla scadenza (come beneficiario) il capitale o la rendita dovuta dall’impresa.

3. Un marito (contraente/assicurato) stipula un contratto di tipo misto (che contempla sia il caso morte che il caso vita) indicando, in caso di proprio decesso, come beneficiaria la moglie (in mancanza di designazione espressa beneficiari saranno gli eredi legittimi) e, in caso contrario (se rimarrà in vita), beneficerà egli stesso del capitale o della rendita che l’impresa è tenuta a corrispondere.

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