La quarta giornata di Serie A è ripartita dopo lo stop a causa delle Nazionali, la Juventus , è concentrata come sempre alla partita di Champions League di mercoledi contro il Valencia, ma è pronta per scendere in campo oggi Domenica alle ore 15, a Torino contro il Sassuolo.

Informazioni utili per seguire Juventus – Sassuolo in diretta live tv e streaming no Rojadirecta

La gara fra Juventus – Sassuolo si potrà seguire come di consueto su Sky Sport e Calcio e su InterTV. Per i possessori di un abbonamento a Sky, inoltre, sarà possibile seguire l’incontro anche attraverso l’app SkyGo, a patto che si abbia a disposizione una connessione ad internet per il proprio dispositivo (smartphone, tablet o PC). Come di consueto, su Calcioesteronews.it vi forniremo invece la cronaca testuale della gara , con calcio d’inizio alle ore 15.

Le emittenti straniere che si possono vedere sono diverse e per accedervi basta cliccare sul relativo link. Quelle disponibili sono:

  1. Ceca Ceska Televize e Slovenska Televizia;
  2. Cina China Central Television;  
  3. Australia Special Broadcasting Service;
  4. Georgia Georgia Public Broadcasting;
  5. Honduras Televicentro;
  6. Radio Television of Kosovo;
  7. Colombia Radio Cadena Nacional;
  8. Ecuador RedTeleSistema;
  9. Surinaamse Televisie Stichti
  10. Turkish Radio and Television C
  11. ng;
  12. Sanoma Media Netherlands;orporation;
  13. Austria Osterreichischer Rundfunk;
  14. Germania Zweites Deutsches Fernsehen;
  15. Schweizer Radio und Fernsehen Grecia Elliniki Radiofonia Tileorasi;
  16. Cipro Cyprus Broadcasting Corporation;
  17. Radio e Televisao de Portugal;
  18. Lussemburgo Radio Television Luxembourg;
  19. Irlanda Raidio Teilifis Eireann;
  20. Finlandia Yleisradio Oy;
  21. Radio-televizija Srbije;
  22. Radiotelevizija Bosne i Hercegovine;
  23. Croazia Hrvatska radiotelevizija.

L’inserimento del “Sarrismo” tra i nuovi termini dell’enciclopedia Treccani, ufficializzato due giorni fa, fornisce a Massimiliano Allegri l’assist per spiegare la sua visione del calcio. E per farlo usando l’esempio che non ti aspetti: un diciassettenne di cui molti non hanno ancora sentito parlare.
«No, non voglio che l’Allegrismo entri nel vocabolario. Io vorrei che si tornasse ad avere il piacere di vedere un ragazzo, un giocatore, giocare a calcio. Alla Juventus abbiamo un ragazzo del 2001, che si chiama Fagioli: vederlo giocare è un piacere, perché conosce il calcio. Conosce i tempi di gioco, sa come ci si smarca, quando si passa la palla, come si passa la palla. Veramente: è bello vederlo giocare».

prima i giocatori

Eccolo il nucleo della visione del calcio di Allegri: il gesto tecnico prima di tutto, eseguito nel modo e nel tempo giusto. «Un passaggio fatto bene è un’azione da gol. Un passaggio fatto male ti fa perdere un tempo di gioco e dà modo alla difesa avversaria di sistemarsi». Ecco perché una volta, alla richiesta di indicazioni sulla futura campagna acquisti, l’allenatore bianconero rispose «L’importante è che arrivino giocatori bravi». Frase meno banale di quanto sembri: molti sui colleghi avrebbero detto «l’importante è che arrivino giocatori funzionali al progetto». Il progetto Allegri invece lo rielabora: non a caso in quattro anni e due mesi di Juventus ha utilizzato praticamente tutti i moduli possibili, con il fine di mettere i migliori giocatori nelle condizioni di esprimersi al meglio. E quando, nella scorsa stagione e ancora più in questa, i giocatori migliori sono diventati davvero tanti, il cambio di sistema ha smesso di essere uno spartiacque dell’annata (dal 3-5-2 al 4-3-1-2 il primo anno; il percorso inverso il secondo; dal 3-5-2 al 4-2-3-1 il terzo), ma è diventato una costante. Nella passata stagione la Juventus cambiava pelle a seconda che giocasse Douglas Costa o Mandzukic, Dybala o Cuadrado oppure Bernardeschi.

la legge dell’equilibrio

Quella della tecnica, però, non è una dittatura nel calcio del tecnico bianconero. C’è un contropotere a bilanciarla: l’equilibrio, esigenza ancor più essenziale. In fase offensiva Allegri lascia grande libertà ai giocatori di talento di seguire l’estro, senza legarli a schemi rigidi. Diverso è quando la palla ce l’hanno gli avversari: «L’organizzazione difensiva è fondamentale», ama ripetere. Un concetto che ha ribadito anche ieri: «Nel calcio serve equilibrio, nelle prime tre partite abbiamo subito tre gol e concesso troppe occasioni. Dobbiamo trovare una solidità diversa». Attraverso la scelta degli uomini, ma più ancora attraverso il loro atteggiamento: «Due anni fa siamo arrivati in fondo con tanti giocatori offensivi (il 4-2-3-1 con Pjanic a centrocampo, poi Cuadrado, Dybala e Mandzukic alle spalle di Higuain, ndr) perché tutti si mettevano a disposizione».

Il problema, ora come ora, non è capire come abbia preso la terza esclusione di fila (probabilissima, a meno che la notte non faccia cambiare idea a Massimiliano Allegri): non bene, evidentemente, altrimenti non sarebbe un calciatore con l’obiettivo di raggiungere il top. Bisognerebbe, piuttosto, entrare nella testa di Paulo Dybala e provare a comprendere in quale maniera il ragazzo riuscirà a convincere il tecnico dell’essenzialità della sua presenza fra i titolari. Perché Max fino a questo momento ha fatto una scelta molto chiara: nella Juventus non si può fare a meno di Cristiano Ronaldo, idem di Mario Mandzukic o Blaise Matuidi, ma della Joya sì, finché non ritroverà lo smalto di un tempo. Anche ieri, del resto, l’allenatore dei quattro scudetti in fila non le ha mandate a dire: «Dybala a Parma nell’ultimo quarto d’ora – ha detto Allegri – è entrato con un approccio molto diverso e ne sono contento. Lui deve allenarsi e trovare un’ottima condizione, come gli altri. La stagione inizia ora, ci sono tante partite e io ho una rosa talmente importante e ricca di giocatori tecnici che dovrò lasciar fuori qualcuno». Paulo, in altri termini, non gioca «perché dopo la prima partita – ha spiegato Max – già alla seconda avevo deciso di schierare altri calciatori. Nessuno mette in discussione le sue qualità, però io devo farne giocare undici più tre cambi. Paulo deve ritrovare il posto da titolare, dimostrandolo con il lavoro sul campo. Non conosco un altro modo. Però si stanno mettendo pressioni addosso che non vanno bene, perché se lui gioca e non fa una bella partita poi viene massacrato». Sottinteso, ma neanche troppo: con 7 partite da disputare in 22 giorni tra campionato e Champions lo spazio non mancherà, perché «le partite si giocano in 14».
Gli ultimi segnali di vita social della Joya risalgono alla festa di due sere fa in onore dei 28 anni di Douglas Costa. Paulo è uno degli amici più stretti della scheggia brasiliana, perciò se l’è goduta tutta. Ma Paulo è anche il primo a sapere che i 36 minuti e spiccioli giocati con la nazionale argentina contro la Colombia a metà settimana non possono essere sufficienti per convincere Allegri. E non sembra essere una questione psicologica, considerata la serenità del numero 10 juventino. Il suo cuore non soffre per pene d’amore, ma pulsa in modo regolare. E’ acclarato, ad ogni modo, che l’allenatore aspetti di tornare ad ammirare il Dybala migliore, quello che soltanto un anno fa aveva segnato otto reti nelle prime quattro giornate di campionato (dieci, compresa la Supercoppa persa con la Lazio). Non quello che per ora ha rimediato

Mario Mandzukic si trova bene con Cristiano Ronaldo. E il sentimento è reciproco. Fra i due sta nascendo un asse molto solido, fatto di intesa calcistica e stima reciproca: uniti dalla stessa mentalità vincente e dalla medesima etica del lavoro, SuperMario e CR7 si troveranno ancora una volta insieme questo pomeriggio alle 15 e il primo cercherà in tutti i modi di aiutare il secondo a segnare. Questione di amicizia, anche: perché Mandzukic non ha l’attitudine dell’amicone da social, che posta le foto con commento cameratesco, ma sta nascendo un rapporto sincero con il fenomeno portoghese.
Cristiano, d’altra parte, gli piaceva già da prima. Ha sempre ammirato l’attitudine del suo nuovo compagno quando sfidava il Real Madrid (e gli è capitato parecchie volte tra Bayern, Atletico e Juventus) ed è esaltato di poterne essere il compagno. Anche per questo ha lavorato duramente nel corso delle sue vacanze post Mondiale, facendosi trovare eccezionalmente in forma alla ripresa del campionato, riusciendo a sorprendere Allegri.
Nelle prime tre giornate, Mandzukic ha segnato due gol decisivi per le vittorie della Juventus. ll primo dei quali proprio raccogliendo in modo acrobatico un errore sotto porta di Ronaldo, contro la Lazio allo Stadium. Sebbene sia difficile definire un assist quello di Ronaldo, SuperMario vuole ricambaire il favore: CR7 non è certo in crisi per il fatto di non aver segnato, ma Mandzukic conosce quella sensazione che qualsiasi attaccante prova quando non segna da tre partite, nelle quali – oltretutto – si è attesi da mezzo mondo.
Nelle due settimane trascorse a Vinovo, oltretutto, hanno lavorato entrambi con grande concentrazione. Mandzukic ha rinunciato alla sua nazionale per sempre, Ronaldo solo per questa sessione internazionale, ma alla fine Allegri ha avuto l’opportunità di allenare entrambi nel periodo in cui, di solito, si ritrova con una misera manciata di uomini e il resto della rosa in giro per il mondo con le rispettive nazionali. Mandzukic e Ronaldo hanno provato movimenti, hanno svolto esercitazioni e hanno giocato fianco a fianco nelle situazioni proposte da Allegri. La cosa ha fatto lievitare le quotazioni della coppia che, secondo alcuni conoscitori del mondo e della storia di Ronaldo, potrebbe richiamare quella madridista che aveva come protagonisti CR7 e Karim Benzema e che di tante vittorie dei Blancos è stata la causa. Mandzukic non ha caratteristiche identiche a Benzema, ma è comunque uno dei giocatori più rapidi ad adattarsi alle nuove situazioni. Già contro il Parma, ha lavorato molto per aprire spazi al centravanti di Madeira, oggi lo farà ancora di più, in modo da aprire la difesa del Sassuolo, dentro la quale possa affondare Cristiano Ronaldo. Sarebbe bello come un gol per Mandzukic, il duro dal cuore generoso,
Da parte sua, Cristiano Ronaldo nutriva, anche prima di approdare alla Juventus, una certa ammirazione nei confronti dell’attaccante croato, suo acerrimo rivale soprattutto quando Mario giocava nell’Atletico Madrid. La sua capacità di concentrarsi e rimanere in partita sempre e comunque è una qualità che CR7 ha sempre riconosciuto in Mandzukic. La voglia di vincere è qualcosa che accomuna molti campioni, ma quello che unisce fortemente il portoghese e il croato è il rifiuto della sconfitta come ipotesi. Fino all’ultimo secondo dell’ultimo minuto di partita, li troverai sempre non accettare in nessuno modo un risultato negativo. Partendo da questo presupposto, CR7 e Ronaldo hanno messo a punto movimenti e schemi per diventare ancora più spaventosi agli occhi delle difese avversarie.

Settembre è il mese in cui apre la caccia e la cosa vale anche per quella al posto da titolare nella Juventus. Non che ad agosto i giocatori bianconeri non avessero lottato per per essere schierati dal primo minuto, ma le possibilità si sono rivelate oggettivamente minime. A stagione appena iniziata Massimiliano Allegri ha preferito puntare sulle certezze, soprattutto in difesa (Bonucci, Chiellini e Alex Sandro sempre presenti) e a centrocampo (Pjanic e Khedira titolari inamovibili, Matuidi a riposo solo nella prima partita).
Da adesso però la situazione cambia, le partite da giocare ogni sette giorni come avvenuto nelle prime tre giornate di campionato saranno un ricordo: si comincia domani col Sassuolo, mercoledì il debutto in Champions a Valencia, sabato di nuovo campionato a Frosinone, martedì il Bologna allo Stadium nel turno infrasettimanale e così via fino al 6 ottobre per un totale di sette partite in 21 giorni. Ecco perché la caccia al posto ora è davvero aperta e offre a tutti possibilità concrete di centrare il bersaglio.

can, ci siamo

Possibilità ancora maggiori per chi nelle ultime due settimane non è stato impegnato con le Nazionali e ha potuto lavorare alla Continassa con l’obiettivo di essere al top per il Sassuolo. Come Emre Can, il cui debutto da titolare Allegri aveva ipotizzato già a Parma e che domani sembra più che probabile: nei tre spezzoni di partita giocati ha sempre fatto bene, è fresco e ha avuto modo di assimilare al meglio il gioco bianconero. Dove e con chi giocherà (se giocherà) a centrocampo dipenderà anche da altre scelte. A cominiciare da quelle relative all’attacco e di conseguenza al modulo.
Se deciderà di rilanciare dal 1’ Dybala, è probabile che l’allenatore livornese scelga il 4-2-3-1 utilizzato alla prima giornata contro il Chievo: in quel caso Can sarebbe uno dei due mediani, al fianco probabilmente di Khedira o Pjanic (recuperato dopo il pestone preso in Nazionale). Difficile, infatti, che Allegri rinunci ad entrambi specialmente giocando con solo due centrocampisti centrali. In caso di centrocampo a tre, invece, Can potrebbe giocare anche da vertice basso al posto di Pjanic e oltre a lui potrebbe debuttare fra i titolari pure Bentancur, al posto di Khedira o Matuidi. Quanto all’attacco, in questo caso le possibilità di rivedere Dybala titolare diminuirebbero e non solo perché ci sarebbe un posto in meno. Non essendo stati in Nazionale, Ronaldo e Mandzukic dovrebbero giocare nonostante l’impegno di mercoledì a Valencia e la Joya si giocherebbe il posto con Bernardeschi, che però è un esterno naturale. Più difficile vedere dall’inizio Douglas Costa, tornato giovedì dopo gli impegni col Brasile negli Stati Uniti.
Per lo stesso motivo potrebbero riposare il suo collega di Seleçao Alex Sandro e Cuadrado, con De Sciglio pronto a sostituire il brasiliano a sinistra e Cancelo a riprendersi il posto a destra. Al centro, invece, potrebbe riposare Chiellini: fuori gioco Barzagli (ne parliamo a parte), saranno Benatia e Rugani a contendersi lo spazio al fianco di Bonucci.

Questa è la storia è di un no e di un sì. Il no è quello pronunciato da Domenico Berardi, il sì è di Federico Bernardeschi, posti entrambi davanti alla Juventus. Scelte opposte, pienamente legittime, che hanno determinato la carriera di due talenti riconosciuti del calcio italiano, entrambi del 1994 e separati da una manciata di mesi. Più anziano Bernardeschi, nato il 16 febbraio, mentre Berardi è arrivato il 1° agosto.
La Juventus punta gli occhi su di lui nella stagione in cui il Sassuolo conquista la storica promozione in Serie A. Siamo nel 2013 e Berardi, giovanissimo, contribuisce con 11 gol e prestazioni sempre determinanti. I club trovano un accordo di compartecipazione, lasciando l’attaccante in Emilia. Qui Berardi si conferma, presentandosi con 16 gol (di cui quattro tutti in una volta al Milan, determinando l’esonero di Massimiliano Allegri) e conquistando una salvezza insperata. Numeri che replica l’anno dopo, con 15 reti, convincendo il Sassuolo a risolvere la compartecipazione investendo 10 milioni, con una opzione di riacquisto a favore della Juventus. Questa, però, non viene mai esercitata. Il motivo? Lo avrebbe spiegato lo stesso Berardi in un’intervista: «Il mio non era un no alla Juventus ma un sì al Sassuolo, il sì che alla Juve non avevo mai detto. Eravamo andati in Europa League. Volevo giocarla con i compagni con cui l’avevo presa, volevo crescere un altro anno. Mi piace giocare e poco fare quello che mi dicono di fare. La Juve non mi ha costretto a fare nulla, ma spingeva molto perché andassi: la sentivo come un’imposizione. Poi ho contato i minuti giocati da Zaza in bianconero e ho tirato il freno»
Dubbi che non ha invece avuto Bernardeschi. Il suo sì alla Juventus è stato convintissimo, fino a puntare i piedi quando la Fiorentina frenava sulla sua cessione nell’estate 2017. Ma il club bianconero voleva con decisione questo attaccante esterno, rivelatosi a Crotone in Serie B e cresciuto progressivamente in tre anni in maglia viola: il talento italiano su cui puntare dopo il rifiuto incassato da Berardi. Il resto lo ha fatto il giocatore, determinato come non mai a vestire il bianconero e a trovare quegli spazi che a Berardi apparivano preclusi. La bravura di Bernardeschi è stata quella di saper sfruttare ogni minuto che Allegri gli ha messo a disposizione, rivelandosi decisivo quando occorreva cambiare indirizzo alle partite (vedi la rete della vittoria sul campo del Cagliari).
Una crescita progressiva frenata soltanto dal guaio al ginocchio che lo ha messo fuori causa da metà febbraio e metà aprile, come era capitato la stagione prima a Berardi: una lesione al collaterale sinistro che l’aveva tenuto fuori a lungo e che aveva influito sul suo rendimento. Tornato in campo, l’attaccante era infatti rimasto a lungo la brutta copia di quello conosciuto prima. Un percorso accidentato di cui Berardi ha intravisto la fine con l’inizio della nuova stagione, che lo ha riproposto al centro del progetto Sassuolo. Le idee di Roberto De Zerbi lo facilitano, l’arrivo di Boateng e la presenza di Boateng lo aiutano ad allentare le pressione in prima linea: se gli emiliani sono sorprendentemente secondi, il merito è anche di un giocatore ritrovato. Spazi che si è preso lo stesso Bernardeschi, in una stagione avviata sulla falsariga della precedente (lui che entra a Verona e realizza la rete della vittoria) e che inaspettatamente mutato direzione dalla seconda giornata in poi, quando Allegri lo sceglie nel tridente offensivo al posto di Paulo Dybala, sia con la Lazio sia a Parma, ottenendo in cambio altre prestazioni di livello.
Domani gli sguardi saranno per loro, protagonisti di una storia in cui un no ha favorito un sì. A posteriori, due scelte che appaiono vincenti per entrambi. E per l’Italia. Bernardeschi e Berardi sono cresciuti insieme nell’Under 21, con cui hanno conquistato il terzo posto nell’Europeo 2017, fermati dalla solita Spagna. Roberto Mancini li ha chiamati entrambi nella Nazionale che sta cercando di ricostruire e solo il cielo sa quanto ci sia bisogno di qualità.

Juventus-Sassuolo Diretta Streaming 

La partita, fischio d’inizio alle ore 15 di domenica 16 settembre 2018, verrà trasmessa in diretta Tv da Sky su Sky Sport, visibile solo dagli abbonati. La gara sarà visibile anche in streaming live da pc, smartphone e tablet grazie all’applicazione di Sky Go. Inoltre, si possono trovare in rete numerosi portali che raccolgono link – alcuni dei quali in Italia potrebbero essere considerati illegali – che permetteranno di assistere alla partita in streaming gratis.

Le probabili formazioni di Juventus-Sassuolo

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Cancelo, Bonucci, Benatia, Alex Sandro; Khedira, Can, Matuidi; Bernardeschi, Ronaldo, Mandzukic. Allenatore Massimiliano Allegri. Indisponibili: Spinazzola, Barzagli. Squalificati e diffidati: nessuno.

SASSUOLO (3-4-2-1): Consigli; Marlon, Magnani, Ferrari; Lirola, Locatelli, Duncan, Rogerio; Berardi, Boateng; Babacar. Allenatore Roberto De Zerbi. Indisponibile: Peluso. Squalificati e diffidati: nessuno.