Il Napoli, viene da una pesante sconfitta contro Sampdoria, adesso è determinata con l’unico Club il campionato di calcio di Serie A che non è mai andata in vantaggio in questo avvio di campionato. La Fiorentina attualmente ha giocato solamente due gare (deve recuperare la prima gara di campionato contro La Samp) ed entrambi ha portato a casa un punteggio pieno. Dopo il magnifico match contro l’Udinese.

Sabato 15 settembre 2018 alle ore 18 Napoli e Fiorentina giocheranno per la quarta giornata del campionato di Serie A 2018 2019.

Qui di seguito tutte le informazioni su come e dove vedere in tv e in diretta streaming Napoli Fiorentina • Napoli Fiorentina dove vederla

Dove vedere Napoli Fiorentina in tv

La gara Napoli Fiorentina sarà visibile in esclusiva su Sky Sport Serie A (satellite, digitale terrestre e fibra) e Sky Sport 251 (satellite e fibra).

Dove vederla in streaming

Esistono vari modi per vedere le partite di calcio di ogni competizione in diretta streaming sul proprio dispositivo elettronico, sia esso un PC, uno smartphone o un tablet.

Molti siti, che propongono questi eventi dal vivo, sono illegali e offrono il più delle volte una qualità video e audio scarsa, oltre a venire periodicamente oscurati dalle autorità di polizia informatica per violazione del diritto di riproduzione.

Ci sono però numerosi portali che offrono la possibilità di vedere le partite di calcio in streaming live e in qualità HD. Molti, come Sky Go e Premium Play, sono a pagamento, altri del tutto gratuiti.

Le emittenti straniere che si possono vedere sono diverse e per accedervi basta cliccare sul relativo link. Quelle disponibili sono:

  1. Ceca Ceska Televize e Slovenska Televizia;
  2. Cina China Central Television;  
  3. Australia Special Broadcasting Service;
  4. Georgia Georgia Public Broadcasting;
  5. Honduras Televicentro;
  6. Radio Television of Kosovo;
  7. Colombia Radio Cadena Nacional;
  8. Ecuador RedTeleSistema;
  9. Surinaamse Televisie Stichting;
  10. Sanoma Media Netherlands;
  11. Turkish Radio and Television Corporation;
  12. Austria Osterreichischer Rundfunk;
  13. Germania Zweites Deutsches Fernsehen;
  14. Schweizer Radio und Fernsehen Grecia Elliniki Radiofonia Tileorasi;
  15. Cipro Cyprus Broadcasting Corporation;
  16. Radio e Televisao de Portugal;
  17. Lussemburgo Radio Television Luxembourg;
  18. Irlanda Raidio Teilifis Eireann;
  19. Finlandia Yleisradio Oy;
  20. Radio-televizija Srbije;
  21. Radiotelevizija Bosne i Hercegovine;
  22. Croazia Hrvatska radiotelevizija.

Undici anni di Napoli, un tempo sufficiente per mettere insieme le emozioni e quegli aneddoti che Marek Hamsik ha raccontato nel testo autobiografico che ha presentato, ieri pomeriggio, a Castel Volturno. Undici anni, probabilmente il periodo più importante della sua vita professionale e, perché no?, anche di marito e di padre. Qui, a poche centinaia di metri dal centro sportivo, il capitano vive daH’inizio della sua esperienza napoletana. Qui, sono nati i suoi due figli che parlano sia lo slovacco sia l’italiano. Insom- ma, Napoli è il suo presente e, probabilmente, sarà anche il suo futuro, magari da dirigente una volta smesso di giocare. «Ci tengo troppo a questa maglia, non è casuale che io sia qui da 11 anni. Può darsi che resterò qui, ho dedicato tutta la mia carriera a Napoli e ne sono fiero». Ci penserà a tempo debito su cosa fare da grande, perché l’idea è quella di continuare a giocare ancora per diversi anni. «Poi, si vedrà, ho anche una scuola calcio in Slovacchia, chissà».

VITA NUOVA Sul piano tecnico la vera novità del nuovo corso avviato da Carlo Ancelotti, è proprio il cambiamento di ruolo del capitano. L’ha voluto metodista, l’allenatore, e Hamsik ce la sta mettendo tutta per soddisfarne la richiesta. Di certo, non si tratta di un esperimento: almeno in questa stagione si andrà avanti così, perché Ancelotti è convinto della sua scelta e continuerà a sostenerla. I fatti, però, hanno detto diversamente, finora, tant’è che dopo le prime due prestazioni poco esaltanti, il centrocampista slovacco è finito in panchina, a Genova, insieme a Callejon, lasciando il suo posto a Diawara. Un mini turnover, che non ha dato grandi risultati. Anzi, senza lui in campo è arrivata la prima sconfitta. Contro la Fiorentina, allora, si ritornerà alla scelta iniziale, Hamsik sarà nuovamente tra i titolari nel ruolo di metodista. «Nel primo colloquio che ebbi con Ancelotti, mi disse subito che m’avrebbe schierato in quella posizione. Un compito che ho accettato con piacere, credo anch’io di poter essere utile agendo dinanzi alla difesa. In questo periodo sto lavorando intensamente per migliorare», ha spiegato il centrocampista slovacco.

GRUPPO COMPATTO È un Napoli che ha tutta l’intenzione di ripetere il campionato dello scorso anno, quello dei 91 punti, provando a raggiungere un risultato migliore, però. Le prime due giornate hanno un tantino illuso l’ambiente, con due vittorie in rimonta, contro altrettanti avversari di livello importante, come Lazio e Milan. Poi, la sconfitta di Marassi, contro la Sampdoria, ha rimesso tutto in discussione. «Io sono fiducioso, questo è il gruppo più compatto in cui ho giocato. È cambiato poco, possiamo fare bene», ha osservato Hamisk che ha sottolineato l’importanza di ritornare alla vittoria contro la Fiorentina. «Non è pensabile che si possa andare sotto e rimontare sempre. Due volte c’è andata bene, la terza no. Allora, bisogna invertire la tendenza, non possiamo giocare con il pensiero di doverle sempre ribaltare le partite», ha detto il capitano del Napoli che non ha alcuna intenzione di cedere la sua fascia a Lorenzo Insigne, così come fece Bruscolotti con Mara- dona negli anni ’80. «Purtroppo, Maradona è stato unico, abbiamo giocatori forti ma non come lui. Comunque, Lorenzo sarà il capitano del futuro».

Per me è il miglior allenatore italiano insieme ad Allegri e uno dei più bravi al mondo». Stefano Pioli non usa mezzi termini per descrivere Carlo Ancelotti che oggi ritrova da avversario in panchina perla terza volta in carriera (due sconfitte per il tecnico viola). L’ammirazione è molta, tanto che appena ne parla Pioli ritrova nei cassero della memoria un aneddoto che ieri ha voluto raccontare in conferenza stampa: «Una volta quando io giocavo nel settore giovanile del Parma (stagione 1978-79, ndr) ho addirittura raccattato un paio di scarpini che lui aveva buttato via alla fine di una partita della prima squadra. Io facevo il raccattapalle, ho preso questi scarpini, li ho fatti riaggiustare e poi li ho indossati per alcune mie partite. Era anche un grande giocatore, ricorderò sempre la sua doppietta che permise al Parma di battere la Triestina e conquistare la Serie B prima che si trasferisse alla Roma».

Non è facile riassumere quali sono le motivazioni alla base del San Paolo quasi deserto (attesi al massimo 20.000 spettatori) che oggi farà da cornice a Napoli- Fiorentina. Di sicuro, De Laurentiis, il Comune ed i tifosi hanno prodotto, tutti insieme, una situazione mai così paradossale tenendo conto dei risultati della squadra negli ultimi anni. La mancanza di dialogo tra il presidente e la piazza è ormai cronica: anzi, le esternazioni del numero uno del club (non ultima quella relativa alla possibilità di giocare la Champions a Bari) hanno finito con irrigidire ulteriormente il pubblico che già si è sentito vessato dal mancato landò della campagna abbonamenti (riconducibile per la sobrietà al ritardo nei lavori per le Universiadi) e dai prezzi dei biglietti di queste prime due gare (35 euro per le Curve).

PASSIONE Certo, l’iniziativa della sorietà di far pagare solo 2,50 euro i ridotti per gli Under 14 può rappresentare un germe di serenità. Al resto, dovrebbe provvedere Ancelotti con i risultati ed il bel gioco: «Seri saranno ventimila spettatori faremo di tutto per farli divertire – ha detto Cadetto -, così racconteranno agli altri di aver visto un bel Napoli e li spingeranno a tornare».

VELENO E RISCHI Già lo stadio, il vero nodo del contendere di questa calda estate. «La convenzione era pronta, De Laurentiis si è rifiutato di firmare – ha spiegato ieri De Magistris a Kiss Kiss -. Delinquenti nelle Curve? Non scherziamo, per sei anni sono stato abbonato lì». Proprio le frange più calde del tifo però sono sul piede di guerra nei confronti di De Laurentiis. Cori e striscioni contro il presidente hanno caratterizzato la partita con il Milan e ora la Digos teme che la situazione degeneri: il San Paolo è diffidato dalla Uefa ed eventuali incidenti in Champions poterebbero alla chiusura dell’impianto.

COME ARRIVA IL NAPOLI – In vista del debutto in Champions League, mister Ancelotti potrebbe fare qualche cambio rispetto alle ultime gare. In porta confermato Ospina nonostante la prova deludente di Genova. In difesa da destra a sinistra: Hysaj, Albiol, Koulibaly e Mario Rui. A centrocampo Allan è il titolare inamovibile, insieme a lui agiranno Hamsik e Zielinski. Poche invece le speranze di vedere dal primo minuti Ruiz. In attacco torna tra gli 11 titolari Callejon sulla destra, torna in panchina Verdi.  A completare il reparto ci saranno Milik e Insigne.

COME ARRIVA LA FIORENTINA – Per questa sfida mister Pioli dovrà fare a meno del suo portiere titolare, Lafont risulta infortunato. In porta quindi ci sarà Dragowski. Davanti a lui gli stessi quattro delle prime uscite, ossia i centrali Pezzella e Vitor Hugo e i terzini Milenkovic e Biraghi. A centrocampo torna un giocatore importante come Veretout che agirà da regista, con lui completano il reparto Benassi e Gerson. In attacco Simeone, accanto a lui Chiesa e uno tra Eysseric e Pjaca.