Un ragazzino di soli otto anni fortunatamente è riuscito a combattere e sconfiggere la leucemia, tutto questo grazie alla donazione del midollo osseo da parte sua sorella. Come sappiamo, per debellare completamente la leucemia non basta solamente sottoporsi a trapianto di midollo, ma successivamente bisogna fare il trattamento chemioterapia che, questa volta per fortuna hanno portato agli obiettivi sperati. Il bambino adesso sta molto bene, anche se, la sua vita ancora non si svolge regolarmente.

Il motivo? I vaccini. Il piccolo non può andare a Scuola perché, fra i suoi compagni di classe, ci sono altri bambini non vaccinati che potrebbero mettere a repentaglio la sua Salute. La paradossale vicenda è stata raccontata, attraverso un post su Facebook, da Oriana Maschio, un medico di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, che ha riaperto (se mai fosse stato chiuso) l’argomento legato ai ‘no vax’.

La denuncia su Facebook

La pediatra ha 61 anni ed esercita in un piccolo paese del Veneto. Lì, tutti conoscono la storia del piccolo Thomas (il nome è di fantasia) e della sua sorellina che ha 2 anni in più e che gli ha donato il midollo che l’ha salvato. «Ora sta meglio, anche se indossa la mascherina perché la chemioterapia, seguita dal trapianto, ha ridotto al minimo le difese», assicura il medico. Il travaglio di questa famiglia, l’ha svelato un’altra dottoressa, Oriana Maschio, con un messaggio su Facebook nel quale racconta un nuovo problema per Thomas: non può andare a scuola, perché «ci sono cinque bambini non vaccinati nella sua classe, e non c’è alternativa: nell’altra classe ce ne sono altri tre…». In poche ore, il post è diventato terreno di scontro per i no-vax. C’è chi se la prende perché «a causa della Lorenzin i vaccini sono diventati un numero spropositato», e chi arriva a minacciare la dottoressa accusandola di «strumentalizzare i bambini». Oriana Maschio, chirurgo specializzato in cardiologia, da 28 anni è medico di medicina generale in provincia di Treviso. È lei che ci mette in contatto con la pediatra. «Quando la collega mi ha parlato del suo paziente — spiega la dottoressa — ho pensato che questa situazione fosse indegna di un paese civile. C’è gente che crede che i vaccini siano dannosi e a farne le spese sono i bambini che hanno subito la chemio. Ora il piccolo dovrà cercare una classe di studenti vaccinati, magari a chilometri di distanza da casa».

I rischi

Il professor Giuseppe Basso, direttore della clinica di Oncoematologia pediatrica di Padova, dice che quello dei figli dei no-vax è un problema serio per i suoi pazienti: «Sono completamente senza difese, anche perché il trapianto di midollo cancella la “memoria vaccinale” dei malati. Basta che i bambini entrino in contatto con una banale influenza per correre dei rischi. Lo stesso potrebbe accadere in una classe dove la presenza di compagni non vaccinati compromette la protezione garantita dall’effetto-gregge…». La pediatra di Thomas assicura che i genitori stanno cercando una soluzione. «C’è un po’ di tempo per trovare una via d’uscita, perché gli oncologi ancora non hanno dato il “via libera” al ritorno del piccolo a scuola. Ci vorranno alcune settimane». Nel frattempo, lui scalpita. «Ogni volta che lo incontro mi dice che non vede l’ora di rimettersi a sedere sul banco, accanto ai suoi amichetti. Rivuole semplicemente la sua vita, la vita di un qualunque bambino della sua età. Ma qualcuno, per timori assurdi, gliela sta negando».

Vaccini. Settimo Torinese. Bambino non vaccinato finisce in aula da solo, intervengono i carabinieri

I carabinieri sono intervenuti nella mattina di ieri, 10 settembre, nella scuola dell’infanzia Arcimboldo a Settimo Torinese, chiamati dalla dirigente Patrizia Chiesa Abbiati dopo che due genitori no-vax hanno accompagnato il loro bambino che non era stato vaccinato.

Il piccolo è stato fatto entrare all’interno dell’istituto ma è stato tenuto in un’aula separata rispetto agli altri. I militari dell’Arma hanno verbalizzato la situazione ma non hanno preso alcun provvedimento. La decisione, unanime, è stata presa dai prèsidi delle scuole settimesi, d’accordo tra loro sull’adozione di una misura restrittiva per le famiglie con bambini non in regola con le vaccinazioni.

“Il bambino, comunque, ha la prenotazione per il primo vaccino il 21 settembre, quindi l’iter è aperto – spiega il padre del bambino, così come riportato dal Corriere della Sera – . Fino a quando l’Asl non ci darà possibilità di informazione completa e ci consentirà di sottoporre alle visite prevaccinali gratuite noi saremo costretti a rimandare l’appuntamento”.

“Anche noi abbiamo fatto esposto alla Procura di Ivrea per abuso su minore, abuso di atti d’ufficio e per violazione di privacy – continua il padre del bimbo-. Ieri hanno umiliato mio figlio lasciandolo solo. Non abbiamo infranto nessuna regola. Per puro scrupolo – prosegue il papà – la settimana prima dell’inizio della scuola ho inviato tramite una pec la documentazione necessaria: la circolare della Regione Piemonte e la prenotazione dell’Asl al primo richiamo. Non ottenendo risposta ho quindi richiamato la segreteria per avere conferma dell’avvenuta ricezione. Dopo alcune ore ho ricevuto la chiamata in cui mi annunciavano l’esclusione di mio figlio dall’aula, secondo quanto deciso dalla Dirigente scolastica. Un’assurdità”.

Intanto, riporta il Corriere della Sera, questa mattina il bimbo è stato portato a scuola, nuovamente. Questa volta la direttrice, dopo che i genitori hanno minacciato di querelare insegnati e preside, lo ha fatto stato entrare in classe, in attesa che venga presa una decisione definitiva sulla questione.

A settembre riaprono le porte degli asili e torna al centro dell’attenzione il tema dei vaccini obbligatori per i bambini. L’attuale governo ha dichiarato di essere contrario alla legge introdotta lo scorso luglio, che prevede appunto l’obbligatorietà di dieci differenti vaccinazioni per i minori di 16 anni. Qual è la situazione attuale? Cosa potrebbe accadere? Facciamo il punto della situazione.

In base al decreto, poi convertito in legge, approvato oltre un anno fa, il 7 giugno 2017, a bambini e ragazzi da 0 a 16 anni (16 anni e 364 giorni, per la precisione) sono richieste delle vaccinazioni obbligatorie. Se la legge non viene rispettata, non è consentita l’ammissione presso nidi e asili e scattano sanzioni economiche per i genitori. Innanzitutto, l’obbligo legislativo riguarda i seguenti vaccini: o)anti-poliomelitica;

b) anti-difterica;

c) anti-tetanica;

d) anti-epatite B;

e) anti-pertosse;

Ganti Haemophilusin-fluenzae B;

g) anti-morbillo;

H) anti-rosolia; l) anti-parotite; j) anti-varicella.

Per le ultime quattro vaccinazioni è prevista una valutazione fra due anni per l’eventuale eliminazione dell’ob-bligo. Non sono considerati dirimenti per l’iscrizione a scuola, ma saranno offerti gratuitamente (prenotandoli in farmacia e chiamando le Aziende sanitarie locali, Asl), i vaccini contro meningococco B, meningococco C, pneumococco e rotavirus.

Segnalazioni e attese

Il numero e il tipo di vaccinazioni richieste varia a seconda dell’anno di nascita del bambino, in funzione del piano vaccinale in vigore all’epoca. Nello specifico:

• i nati tra il 2001 e il 2016 dovranno essere in regola con 9 vaccinazioni: quelle comprese nel vaccino esavalente e nel trivalente;

• i nati dal 2017 dovranno essere in regola con le 10 vaccinazioni.

Per legge non possono essere iscritti agli asili nido e alle scuole dell’infanzia, pubbliche e private, i minori che con una gradualità che si può flettere nell’intensità, nel tempo, oltre che a livello territoriale”, ovvero l’obbligo scatta solo quando le coperture sono al di sotto dei livelli di sicurezza. Altro punto focale è l’autocertificazione, ma affinché il sistema funzioni andrà attivata l’anagrafe vaccinale nazionale, ancora da definire. E dunque, la legge Lorenzin sui vaccini è vicina al pensionamento? La cosa sembra essere molto probabile.