Ecco perché l’olio extra-vergine fa bene al cuore e alla salute cardiovascolare in generale: aumenta una proteina nel sangue – chiamata ApoA-IV – che tiene a bada le piastrine, le cellule che servono a evitare emorragie ma che, se si aggregano impropriamente, possono portare a trombi (bloccare la circolazione del sangue) e quindi anche all’infarto o all’ictus.

Lo rivela una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Communications. I livelli di ApoA-IV nel sangue aumentano con l’ingestione di cibi che contengono grassi insaturi come, appunto, l’olio extra-vergine.
Esperti del canadese St. Michael’s Hospital a Toronto hanno dimostrato che ApoA-IV riduce la capacità delle piastrine di aggregarsi e formare pericolosi trombi che occludono le arterie.

I ricercatori hanno scoperto l’esatto meccanismo con cui la molecola si lega a un recettore sulle piastrine impedendo loro di aggregarsi. Il meccanismo è importante perché è anche protettivo cont orla formazione delle placche di arterosclerosi, perché anche questo processo è legato alla funzione delle piastrine. Secondo gli esperti le nuove conoscenze acquisite su ApoA-IV potrebbero portare a nuove terapie preventive e protettive per la salute cardiovascolare.

È possibile curare il diabete con l’extravergine? Uno studio della Sapienza pubblicato su Nutrition & Diabetes mette in evidenza gli effetti dell’olio extra vergine d’oliva, proveniente da una particolare area geografica (zona collinare della provincia di Viterbo), nella prevenzione e nella cura del diabete. Dalla ricerca emerge infatti che l’extra vergine di oliva si comporta come un antidiabetico orale con un meccanismo simile ai farmaci di nuova generazione, cioè le incretine (ormoni naturali prodotti a livello gastrointestinale che riducono il livello della glicemia nel sangue). L’assunzione di olio extra vergine di oliva si associa, infatti, ad un aumento nel sangue delle incretine. La ricerca è stata presentata questa mattina, alla presenza del rettore Eugenio Gaudio, nella Sala Multimediale del Rettorato di Ateneo, da Francesco Violi, coordinatore dello studio. I risultati di questo lavoro hanno dimostrato che l’olio extra vergine di oliva riduce la glicemia ed aumenta l’insulinemia nei pazienti sani aprendo interessanti prospettive circa il suo uso nei pazienti con diabete, in cui la glicemia post-prandiale può essere molto elevata e potenzialmente dannosa per il sistema cardio-circolatorio. Negli studi finora pubblicati non era stato mai individuato il meccanismo attraverso il quale l’olio interferisse con il metabolismo del glucosio. Nella ricerca condotta al Policlinico Umberto I- Sapienza Università di Roma è stato analizzato il profilo glucidico e lipidico di 25 soggetti sani randomizzati sperimentando, con una metodologia “cross-over”, la somministrazione di una dose di 10 grammi di olio d’oliva in un pasto con tipico cibo mediterraneo.

Le malattie cardiovascolari da Trombosi rappresentano la prima causa di morte e di grave invalidità nei Paesi cosiddetti civilizzati: colpiscono il doppio dei tumori, colpiscono molto più di AIDS, malaria, cancro messi insieme. Ma possono essere evitate, almeno in un caso su tre. Il sovrappeso, il grasso a livello addominale, un’alimentazione quantitativamente e qualitativamente sbilanciata, una vita poco attiva fisicamente, il subdolo e progressivo sviluppo dei danni provocati da una pressione del sangue mal controllata o mai verificata, da una glicemia mossa o elevata, da un quadro lipidico sbilanciato, la mancanza di motivazione e di determinazione nell’astenersi dal fumo di sigaretta sono fattori di rischio che non richiedono necessariamente un passaggio dal medico per essere valutati, ma solo una sosta davanti allo specchio.

Che cosa serve al nostro corpo? Il nostro corpo è composto di carbonio, idrogeno, ossigeno e azoto in concentrazione molto superiore a quella dell’ambiente che lo circonda. Per vivere dobbiamo produrre energia, carburante indispensabile perché le nostre cellule possano mantenere questa differenza di concentrazione e possano funzionare.

Da dove proviene l’energia? Dal cibo: carboidrati, lipidi e proteine sono la base dalla quale il corpo estrae l’energia e con la quale costruisce i pezzi di ricambio per sostituire le parti usurate. Si chiamano macronutrienti (macro=grande): ne dobbiamo assumere quanti ne servono. Le trasformazioni che queste sostanze hanno dal momento in cui entrano nel nostro intestino fino al momento in cui ne rimangono solo le scorie si chiama metabolismo. Carboidrati (amidi e zuccheri), lipidi (grassi) e proteine contengono carbonio, idrogeno ed ossigeno: ma solo le proteine contengono e ci forniscono le molecole di azoto che ci sono indispensabili.

Che cos’è una caloria? E’ la quantità di energia che la cellula produce partendo dal carburante che le viene fornito. L’automobile ha bisogno del carburante per muoversi, il corpo ha bisogno di cibo da trasformare in energia. E’ anche un modo poco preciso di calcolare l’energia fornita al nostro corpo. Si dovrebbe calcolare quante molecole energetiche (si chiamano ATP) vengono prodotte per ogni molecola di ossigeno “bruciata” per produrre energia, cioè quanti ATP rende una molecola di ossigeno.

Quante calorie servono ogni giorno? Non esiste una regola assoluta: il fabbisogno cambia in funzione di età, altezza, peso e della quantità di calorie bruciate con l’attività fisica. Il consumo di calorie aumenta per esempio durante la febbre: la malattia aumenta il consumo di calorie in generale e di alcuni nutrienti in particolare.

Modi di mangiare diversi in età diverse? SI: un organismo in rapido accrescimento come quello di un bambino ha bisogno di carboidrati, lipidi e proteine in proporzioni adeguate ai bisogni del proprio corpo. Chi fa una attività fisica intensa o chi è ammalato o ha la febbre deve assumere nutrienti in quantità e qualità adeguati al bisogno.

Aumentare di peso equivale ad ingrassare? NO: ingrassare non è sinonimo di aumentare di peso. Un atleta ha poco grasso e il suo peso è dovuto ai molti muscoli. Molte malattie fanno perdere peso, ma a scapito dei muscoli: questo modo di dimagrire non è di per sé una cosa buona. Fare attività fisica e mangiare in modo equilibrato permette di raggiungere e mantenere un peso ideale. Quello giusto per noi.

Alimentazione e malattie del cuore e dei vasi: sono legate? Il sovrappiù di tutto quello che mangiamo viene trasformato in grasso. I muscoli utilizzano i grassi per estrarre energia necessaria al loro lavoro, il fegato elimina i grassi grazie alla sua capacità di trasformarli e filtrarli. Il resto si deposita. Se i muscoli non ne consumano o il fegato non funziona adeguatamente o semplicemente ha un sovraccarico di lavoro da fare, i grassi si accumulano nel sangue, nel tessuto adiposo e intorno agli organi (intestino, cuore, rene…) e sulle pareti delle arterie. Arterie “otturate” dai depositi di grassi (aterosclerosi) portano meno sangue e meno ossige no alle cellule, che soffrono. Mangiare troppo e male può fare gravi danni.