Un fulmine a ciel sereno. Questo è quel che dicono i residenti di Palagonia, paese in provincia di Catania, dopo che un uomo di 52 anni, ritenuto da tutti persona tranquilla, si è lanciato con l’auto contro una trentina di persone che si trovavano sedute attorno a dei tavolini in una strada del centro storico. A farne le spese una donna di 87 anni, Maria Napoli, rimasta uccisa sul colpo, ma anche una settantenne, finita in prognosi riservata, mentre altre due donne sono state ricoverate con prognosi di 50 giorni. Ricoverati per fratture e contusioni anche i genitori di due bambini.

Un neonato, fortunatamente, è rimasto illeso solo per una fatalità: al momento dell’impatto, il piccolo era su un girello che è stato solo sfiorato dall’auto pirata, mentre per tutta la sera era rimasto su un passeggino finito distrutto sotto le ruote della vettura. L’investitore si chiama Gaetano Fagone e dopo il folle gesto è fuggito via. L’auto, una Fiat Punto di proprietà del padre, è stata ritrovata nelle campagne di Palagonia dai carabinieri che per ore hanno dato la caccia all’uomo in fuga anche con elicotteri e unità cinofile. La vettura è stata lasciata tra le campagne della strada statale 285.

Una zona che il 52enne conosceva bene perché da quelle parti c’è un terreno di proprietà della sua famiglia. Fagone in passato aveva sofferto di lievi problemi psichici, ma niente che facesse presagire un epilogo del genere. E anche la serata era trascorsa senza tensioni. Eppure, dopo aver cenato insieme al padre e alla ex moglie, con la quale i rapporti erano buoni, ha riaccompagnato la donna e mentre rientrava verso casa, a un certo punto ha diretto l’auto contro i vicini che stavano conversando seduti per strada, consumando cibo e bevande. Una consuetudine, quella di mangiare e conversare attorno a dei tavolini, che in quella strada di paese dove si conoscono un po’ tutti, avveniva quasi ogni sera; un modo per socializzare che in estate è un’abitudine diffusa fra vicini di casa.

Forse a far spazientire Fagone e a far scattare il raptus omicida potrebbero essere stati proprio i rumori provenienti da quel gruppo di persone, colpevoli soltanto di aver parlato a voce troppo alta. Sul movente doloso gli investigatori non hanno dubbi. Che non si sia trattato di un incidente, del resto, lo si era capito fin da subito, perché l’uomo, dopo essere piombato con l’auto contro i tavolini, avrebbe fatto retromarcia, cercando di travolgere chiunque si trovasse sulla propria strada: «È stato un gesto volontario», ha detto il procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera, «perché l’uomo ha travolto i vicini e poi ha fatto marcia indietro». Per il sindaco di Palagonia, Salvatore Astuti, «neanche l’Isis fa queste cose. Ha colpito le persone una per una fin quando non è caduta l’ultima»