Parma Juventus è una partita valida per la terza giornata di Serie A. Si giocherà sabato primo settembre.

Ovviamente la partita sarà trasmessa in streaming gratis Dazn, ultima piattaforma grado di trasmettere eventi sportivi in diretta streaming gratis.

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Per chi non l’avesse ancora capito: questo è Cristiano Ronaldo, ovvero uno che per non aver vinto un premio di relativa (se non proprio marginale) importanza, si imbufalisce al punto di snobbare la premiazione. Non è un capriccio di un bambino viziato, ma l’essenza di chi vuole vincere sempre.

E questo, al di là dei risvolti più o meno decoubertiani, è qualcosa che non può che far piacere ai tifosi della Juventus che hanno aggiunto allo spogliatoio non solo uno dei due giocatori tecnicamente più forti del mondo, ma un uomo dal carattare forte e spietato che vive per vincere e aggiungere trofei.

Dopo cinque Champions League, cinque Palloni d’Oro e un palmares personale che renderebbe orgoglioso un club con un secolo di storia, Cristiano Ronaldo ha ancora fame, una fame atavica e micidiale, che lo spinge ogni volta che mette piede in campo, non importa quale sia la competizione o l’avversario. CR7 è nato per vincere: può piacere o non piacere la sua etica, ma lui è una macchina da guerra.

D’altra parte non si possono raggiungere gli obiettivi che ha raggiunto senza avere una motivazione superiore. Solo uno come lui trova la voglia e la forza mentale di allenarsi con la maniacale costanza che lo contraddistingue, curando ogni minimo dettaglio, con l’obiettivo di non lasciare niente agli avversari, nemmeno un premio minore.

Ecco perché Allegri ridacchiava mentre pensava alle ultime vicende. Ronaldo, infatti, ha iniziato la settimana con le fiamme delle prime due partite senza gol a incendiargli le motivazioni, poi giovedì è arrivata la notizia del mancato premio di Montecarlo e il portoghese ha innestato un ulteriore turbo nel suo lavoro quotidiano. Cristiano è carico in modo spaventoso, determinato a dimostrare tutto il suo valore e farlo a modo suo. Niente male per il tecnico livornese che si trova a gestire un eccesso di motivazioni, invece di un fenomeno non eccitato all’idea di giocare in piccolo stadio di provincia contro una neopromossa. Questo è Cristiano Ronaldo, uno che vuole vincere anche quando sfida gli amici a ping-pong, sua passione extracalcistica.

L’effetto, oltretutto, è contagioso: perché quando i compagni si trovano al loro fianco un campione del suo livello così determinato, difficilmente possono rimanere immuni dal contagio agonistico e questo può funzionare al Tardini come in Champions League. Già, la Champions League di cui Cristiano è tornato a sentire il profumo con i sorteggi: l’idea di tornare a Manchester e di sfidare una vecchia conoscenza come il Valencia lo stimolano notevolmente, ma è la competizione in sé che aumenta i suoi battiti: le partite di Coppa si avvicinano e CR7 fa salire i giri del suo portentoso motore.

Ed è sempre stato così. Raccontano che, nelle sue prime uscite nell’Andorinha, la primissima società ad averlo tesserato quando aveva ancora otto anni, fosse già di un altro livello e avesse già una naturale avversione per la sconfitta. Durante un intervallo, con la squadra sotto di due gol, il piccolo Cristiano piangeva senza trattenersi. Sceso nuovamente in campo nella ripresa, Ronaldo aveva lo sguardo duro e un po’ arrabbiato. Finì 3-2 per l’Andorinha e non c’è bisogno di dire chi segnò i gol.

L’idea era nell’aria da un po’, ma l’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus ha accelerato i tempi per l’apertura di un nuovo megastore bianconero a Roma, in via Nazionale, che va ad aggiungersi ai tre presenti a Torino (al Lingotto, in via Garibaldi e di fianco all’Allianz Stadium) e a quello di corso Europa a Milano. Lo sbarco nella capitale adesso non è casuale: con il fuoriclasse portoghese in squadra sono cresciute a dismisura le richieste di magliette con il numero 7, in Italia come all’estero. Cosi il nuovo store accontenta il popolo bianconero ma anche i turisti (20 milioni di arrivi e 40 milioni di presenze annue), provenienti da ogni parte del mondo, che visitano Roma e che tifano CR7.

L’apertura dello store romano è data per imminente: il locale è ormai pronto anche se dall’esterno appaiono soltanto le vetrine opache che lasciano intravedere l’allestimento, uguale agli altri negozi griffati. Inoltre, sul web è stata diffusa una locandina molto suggestiva per il lancio del negozio: cinque giocatori, Paulo Dybala, Joao Cancelo, Giorgio Chiellini, CristianoRonaldo ed Emre Can, presi di spalle sono rivolti verso il Colosseo e sopra di loro compare lo slogan “Same Story, Same Glory”.

Ma su via Nazionale, a un centinaio di metri dal numero 55 che diventerà la casa bianconera nella capitale, c’è un altro store, quello della Roma. Così dopo il campo, la Juventus e il club giallorosso sono pronti a darsi battaglia anche tra store ufficiali, a suon di magliette e gadget venduti.

Ai romanisti il nuovo vicino di casa bianconero appare un po’ indigesto perché viene visto come un intruso su un territorio dove avevano l’esclusiva. E poi, ad aumentare la rabbia, sarà anche l’attenzione suscitata dal locale tra i turisti, molti dei quali hanno sperato che lo Juve Store fosse già funzionante per un giro di shopping con le magliette bianconere. E con un CR7 in squadra, l’esaurito è assicurato anche sullo scaffale.

L’attesa spasmodica per il primo gol di Cristiano Ronaldo in maglia bianconera fa eco un’altra aspettativa, apparsa interminabile, per Paulo Dybala: il ritorno in campo da titolare dopo i 90 minuti seduto in panca allo Stadium contro la Lazio. Accadrà a Parma stasera, anche se Massimiliano Allegri in conferenza stampa non ha dato garanzie sulla presenza del bomber argentino, mantenendo un alone di mistero intorno al suo nome visto che ha citato Ronaldo e Mario Mandzukic come partenti dal primo minuto. Forse una pretattica perché, almeno negli allenamenti alla Continassa, la Joya era contemplata nell’undici di base, poi la notte potrebbe aver dispensato altri consigli all’allenatore e, di conseguenza, altre scelte.

L’intenzione del tecnico livornese sarebbe dunque quella di riproporre il tridente a supporto del centravanti (come è accaduto nella trasferta di Verona contro il Chievo con il 4-2-3-1), ruolo in cui si dovrebbero alternare il fuoriclasse portoghese e l’attaccante croato, con Dybala pronto ad agire alle sue spalle. Del resto, come ha evidenziato lo stesso Allegri, la Joya – e Federico Bernardeschi – sono gli unici che permettono alla Juventus di giocare tra le linee, una sorta di raccordo tra reparti. Il ché la dice lunga sull’importanza di Paulo nel progetto bianconero, a prescindere dalla panchina di sette giorni fa perché, con tanta abbondanza nel reparto offensivo, non sarà né la prima né l’ultima volta che Dybala resta fuori, ma capiterà a turno anche ai suoi compagni di squadra.

L’esclusione di sabato ha avuto comunque l’effetto di una frustata per Dybala: seppur sorridente in panchina ed entusiasta a fine gara per la vittoria, come ogni giocatore che resta fuori ha rosicato per non essere stato protagonista in campo. Però la rabbia che ha accumulato può essere veicolata in maniera positiva e diventare ferocia agonistica da sfoderare nella sfida di stasera. Allegri ha spesso fatto leva proprio su queste sentimenti per stimolare i giocatori e con Dybala sfonda una porta aperta. La concorrenza accresciuta in casa bianconera può diventare un volano affinché il numero 10 si spinga oltre per riconquistare in fretta maglia e spazio.
E’ innegabile che in questo momento Allegri veda meglio Mandzukic, in versione Benzema, come partner ideale per innescare CR7. E allora la Joya vuole scalare le gerarchie e dimostrare che è all’altezza di dialogare con il penta Pallone d’Oro perché, tra campioni, ci si intende. Del resto, proprio la Joya era stata quella che aveva evidenziato il maggior affiatamento con Cristiano Ronaldo nel lavoro alla Continassa, propedeutico a un simile atteggiamento sul campo, invece a Verona l’argentino aveva lamentato qualche affanno di troppo e l’intesa non era propriamente decollata. Ma in settimana, nella gara di tiri a volo inscenata alla Continassa, la coppia Dybala-CR7 ha sfidato e battuto Emre Can e Blaise Matuidi, quasi a dimostrare che i due stanno lavorando intensamento per trovare i movimenti giusti.Stasera, alla presenza numero 100 in campionato con la maglia della Juventus, Dybala ci proverà a lanciare CR7: un assist vincente può essere la svolta nel ruolo di aiutante sul campo di Cristiano Ronaldo. Senza disdegnare, tuttavia, di cercare la via personale al gol.

Quanto è complicata la vita del Dyhaldo. La strana creatura dei social, come da regola della mitologia, sembra dover superare ostacoli e giorni difficili. Come questo venerdì, di sicuro complicato per Paulo Dybala e Cristiano Ronaldo. Prima il numero 10, perché ha meno certezze: ieri ha fatto selfie sorridenti in treno verso Parma, ma stasera alle 20.30 potrebbe mettersi comodo su una sedia del Tardini. Panchina, la seconda consecutiva. Poi il 7, perché questo sabato ha tutto per essere il suo giorno. Cristiano 43 ore fa non è andato a Montecarlo per il sorteggio della Champions: quando ha capito che non avrebbe vinto il premio perii miglior giocatore della stagione, ha annullato un volo e prenotato un tavolo per la serata a Torino. No, non era felice. Sì, era polemico.

FOTO-MESSAGGIO La serata è finita in uno scatto pubblicato dal manager Ricky Regufe, uno dei suoi migliori amici. Cristiano sta ridendo assieme al fratello Hugo e al suo fisioterapista di fiducia al Reai, Javier Santamaria, new entry nello staff bianconero. Il sorriso sembra tanto un messaggio per gli allenatori e i giornalisti che hanno scelto Modric come miglior giocatore del 2017-18: «Io sono felice lo stesso». Morale: Ronaldo era deluso. Non nei confronti di Modric, che continua a considerare un amico, ma era deluso. Allegri ha confermato: «Cristiano sta bene, è normale che fosse molto arrabbiato, perché l’anno scorso ha segnato 15 gol in Champions, è stato capocannoniere. Questo dimostra come lui voglia essere ancora il migliore.

La scelta di non presentarsi? È una derisione personale e come tutte le derisioni personali va rispettata». Alcuni tifosi di CR7 si sono chiesti perché non siano state pubblicate le scelte di ogni votante, cosa che l’Uefa non fa per tradizione, e Katia Aveiro, la sorella di Ronaldo, ha polemicamente confrontato le statistiche di Cristiano e Modric sui social. Gol in Champions: 15 a 1. Premi per«giocatore della settimana»: 4 a 1. Tutto alle spalle. Ieri Cristiano sorrideva ancora in una foto con Alex Sandro e Douglas Costa, coppia mancina, e oggi si concentrerà su Parma-Juve. Cristiano contro il Chievo e la Lazio è andato vicino al primo gol in A, ma ha dovuto rimandare. Parma può essere la città giusta e la terza può essere la giornata giusta, perché Ronaldo nei nove anni a Madrid ha segnato per sette volte nel terzo turno di campionato. Non solo, nel 2015-16 arrivò a EspanyolReal senza gol, proprio come oggi, e abbondò: 5 firme sul povero Pau Lopez.

SOLDATO CROATO II probabile mancato Dybaldo a Parma è anche figlio di gerarchie invia di definizione alla corte del re Cristiana Non è rotonda La sua tavola, non sono tutti uguali i cavalieri, anche se il sovrano è sempre seduto al posto d’onore. Stanno emergendo delle preferenze temporanee e lo stesso Allegri lo ha ribadito ieri: «Ronaldo e Mandzukic giocano. D te reo devo deciderlo. 0 il terzo e il quarto, dipende», ha detto con sorriso sornione. Seminando un dubbio numerico, il tecnico ha lasciato aperta  una porticina sul modulo, ma alla fine Max sembra voler insistere sul 4-3-3. E il soldato croato, penultimo a rientrare dal Mondiale, è l’unico sicuro di accompagnare Ronaldo. Da punta centrale, lasciando a Cristiano la sinistra, e qualche volta sull’esterno.

NUOVO BERNA L’altra de ast one riguarda la destra, il piede mancino con missione di accentrarsi. Potrebbe essere lo stesso di sabato scorso, Federico fternardeschi, sempre più a suo agio a casa di Madama II nuovo Berna, con look più sobrio in puro stile Juve, pare davvero aver stregato Allegri. Merito di un’applicazione rigorosa e di una condizione già al top: quando c’è da correre al- l’indietro, l’azzurro dà garanzie maggiori della concorrenza Più di Douglas Costa e proprio di Dybala. Certo, la seconda panchina di fila per la Joya potrebbe fare rumore, ma è stato lo stesso Allegri a spegnere preventivamente ogni isteria: «Paulo è sereno, deve trovare una condizione migliore come tanti perchè ha iniziato dopo e ha giocato poche partite. E comunque l’arrivo di CR7 per tutti deve essere uno stimolo, adesso c’è grande competitività, tutti vogliono giocare». 0 privilegio di sedere alla tavola del re, però, tocca solo a ue cavalieri per volta. Massimo tre.

Emre Can. Allegri si è soffermato su questo dualismo germanico: «Can sta bene. Più che adattarsi ai carichi di lavoro, è una questione di adattamento al campionato. Viene da un infortunio: ha bisogno di recuperare, giocare e ritrovare ritmo. Poi non si può criticare Khedira, che ha giocato con ogni allenatore avuto: o nitri non capiscono niente o forse sarà il contrario. Ricordatevi: in tanti guardano le partite, ma pochi le Vedono’…». Lui di certo le osserva nelle viscere, le interpreta e a volte le rovescia con un cambio: su questo, l’allievo livornese ha superato tanti maestri. Sembra quasi un prof universitario in ima battaglia filosofica: «Rendiamo il calcio più fatile di quello che vogliono fallo diventare – ha concluso ieri Col Chievo dopo un primo tempo bellino, divetente, perdevamo 2-1. Quindi bisogna cercare di vincere, perché a essere bellini e non vincenti ti vuole poco…».