Etichette obbligatorie nei prodotti a base di pomodoro. Da qualche giorno e più nello specifico dal 27 agosto, è scattato l’obbligo di indicare nel etichetta l’origine della materia prima per i prodotti che derivano dal pomodoro. Stiamo parlando delle polpe, dei pelati, dei concentrati, Conserve, salse, tutti i sughi composti per il 50% proprio dal derivati del pomodoro. Da qualche giorno Dunque è entrato in vigore il decreto interministeriale numero 47 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 26 febbraio 2018 che è stato definito sperimentale e varrà fino al 31 dicembre 2020. Nel frattempo, sembra che la commissione UE debba adottare un provvedimento analogo così come previsto dal regolamento Europeo numero 1169/2011 sull’indicazione di origine degli ingrediente primario.

Nell’etichetta l’indicazione di origine dei prodotti, deve essere riportata il paese di coltivazione del pomodoro, ma anche il paese dove questo viene trasformato. Tutto ciò ha semplicemente un obiettivo, ovvero garantire l’autenticità e anche la qualità del prodotto utilizzato e sarà anche possibile in questo modo riconoscere i prodotti made in Italy. Ogni confezione dovrà contenere obbligatoriamente un’ etichetta che va a riconoscere e a identificare il prodotto non soltanto dove viene coltivato e trasformato. L’obbligo è applicato, come già abbiamo visto, a Conserve e concentrato di pomodoro, salse, sughi composti per almeno il 50% da derivati del pomodoro che dovranno indicare nelle etichette il nome del paese, dove il pomodoro viene coltivato.

Per quanto riguarda invece la fase di lavorazione, qualora la materia prima venga lavorata in più paesi, bisognerà utilizzare soltanto differenti diciture, come l’esempio Paesi Ue, Paesi Non Ue, Paesi Ue e Non Ue.  «Si tratta di una attesa misura di trasparenza per produttori e consumatori dopo che dall’estero sono arrivati nel 2018 il 15% di derivati di pomodoro in più rispetto allo scorso anno. L’ elaborazione su dati Istat relativa ai primi cinque mesi fotografano una invasione straniera di ben 86 milioni di chili provenienti nell’ordine da Stati Uniti, Spagna e Cina», è questo quanto rilevato dalla Coldiretti.

Va anche aggiunto, che per poter consentire lo smaltimento delle scorte, i prodotti che non avranno i requisiti previsti dal decreto perché sono stati immessi sul mercato, oppure sono stati etichettati prima dell’entrata in vigore di questo provvedimento, potranno essere commercializzati entro e non oltre il termine di conservazione previsto nell’etichetta. Il pomodoro sicuramente in Italia è piuttosto diffuso e consumato, perché è la base di molti piatti. In Italia c’è un grandissimo assortimento di pomodori, che anche quest’anno dovrebbe garantire un raccolto pari a 4.750.000 tonnellate, nonostante sembra essere stato registrato un calo nella raccolta proprio delle pomodoro. L’Italia è il principale produttore comunque dell’Unione Europea di pomodoro, nonostante sia stato registrato un calo produttivo del 14%.