Come ogni specie vivente,l’essere umano ha bisogno di nutrire il proprio organismo, ossia di introdurre con l’alimentazione le sostanze indispensabili per la vita e il funzionamento dell’organismo. L’uomo però, a differenza di quanto succede per le altre specie animali, non mangia soltanto per nutrirsi, ma anche per soddisfare il gusto, per comunicare, per stare bene con gli altri. È una bella cosa provare piacere nel mangiare, l’importante però è riuscire ad accordare il gusto per il cibo con quello del benessere fisico, seguendo un’alimentazione che incontri il più possibile i nostri gusti dando all’organismo tutto ciò che gli serve per crescere e mantenersi sano.

Dimagrire senza dieta è possibile? Esistono dei trucchi per dimagrire senza sottoporsi a rigide diete che mettono a dura prova la volontà e anche il buonumore? La risposta è sì, si può perdere peso anche senza diete e regimi alimentari severi, semplicemente seguendo qualche buona regola di comportamento, dei metodi da applicare nella propria vita quotidiana, dal modo in cui si mangia alle attività che si svolgono.

Non ti senti bene nel tuo corpo? Hai un cattivo rapporto con il cibo? Sei sempre in lotta con le tue emozioni? MindFoodNess è un nuovo programma che potrebbe aiutarti a fare pace con la bilancia e con la tua mente. Ne parliamo in queste pagine con il suo ideatore, il dottor Emanuel Mian, psicologo e psicoterapeuta, che all’argomento ha dedicato un libro fresco di stampa (vedi boxino alla fine dell’articolo). «In questi ultimi anni la ricerca scientifica ha messo in luce come un’alimentazione disturbata (mangiare troppo poco o abbuffarsi in modo compulsivo) rappresenti una reazione allo stress e un tentativo per regolare gli aspetti spiacevoli e negativi della vita quotidiana», afferma l’esperto. Non è quindi possibile affrontare il problema, e riavvicinarsi alla tavola in modo “sano”, senza fare prima un lavoro profondo su se stessi. «Il percorso che propongo, e che è il frutto di diversi anni di esperienza professionale, si chiama così perché racchiude in sé la filosofia mindfulness e il mindful eating, due pratiche che insegnano a diventare consapevoli di quello che accade “qui e ora”, cioè mentre stiamo facendo qualcosa (compreso mangiare), e a sospendere tutti i giudizi per costruire una relazione equilibrata con se stessi, con il cibo e con il proprio corpo».

UN PERCORSO IN 3 TAPPE

Il metodo è semplice e pratico: prevede una serie di esercizi divisi in 3 step, da affrontare uno dopo l’altro. «Nel primo, Mind, insegno le strategie per sfuggire al condizionamento negativo della mente. Nel secondo, Food, do consigli su come abbandonare le abitudini sbagliate a tavola, osservarsi mentre si mangia, accettare di uscire a cena con gli altri senza sentirsi a disagio. Infine, nell’ultimo, Ness, un suffisso che indica una condizione, una qualità, uno stato, aiuto ad allenare e sviluppare le capacità di gestire le emozioni», precisa Mian. Entriamo ora più nel dettaglio seguendo il percorso, passo dopo passo, guidati dall’esperto.

PARLA BENE CON TE, PARLA BENE DI TE

Cerca di essere prima di tutto compassionevole con te stesso quando ti sembra o ti accorgi di avere sbagliato. «Il modo in cui ti parli è fondamentale e modifica la prospettiva con cui vedi le cose e quindi anche i comportamenti che assumi per affrontare tutte le situazioni, le incertezze e le scelte della tua vita», puntualizza lo psicologo e psicoterapeuta. Esercitati ogni giorno a farti almeno un complimento per come sei, per quello che hai pensato, per come hai agito. Porta con te un foglio e una penna e annota quante volte, durante il giorno, ti parli da amico o alleato e quante, invece, da supercritico. Alla sera potrai vedere quanto (e se) ti stai trattando bene. Quindi concentrati su quello che pensi e sull’emozione che provi quando ti rivolgi a te stesso in un certo modo. «Scoprirai che, se ti parli da amico, le cose funzionano meglio anche quando non sembrano proprio positive. E tenderai a incoraggiarti e a perdonarti piuttosto che a darti contro», rassicura Emanuel Mian.

VIVI “QUI E ORA”

È una delle regole base della mindfulness: fermarsi e notare cosa accade mentre accade, senza prendere alcuna decisione o dare un giudizio. Molto spesso è proprio il rapporto non utile con il cibo (mangiare troppo velocemente per la fretta della vita di tutti i giorni o abbuffarsi per fuggire da un’emozione spiacevole) a non permetterti di rimanere presente nel “qui e ora”. L’esercizio da eseguire? Quando sei a tavola cerca di fare attenzione a come e perché mangi. «Maggiore consapevolezza raggiungerai, più riuscirai a controllare positivamente quanto, con cosa e perché ti alimenti», commenta l’esperto.

CONSIDERA I PROBLEMI COME SFIDE

Così facendo cambierai già il modo di percepirli e soprattutto l’atteggiamento nei loro confronti. Poi prova a fare questo esercizio: pensa a una situazione in cui ti trovi, ma fallo come se non ti riguardasse, pensaci come se fosse una sfida proposta da un amico, una persona alla quale vuoi molto bene e per la quale desideri solo il meglio. «Guardare i problemi dal “di fuori” ti eviterà di agitarti, prendere decisioni affrettate o sprofondare nell’immobilismo», garantisce il dottor Mian.

GIUSTO PESO PER SEMPRE ha come obiettivo quello di aiutarti a ritornare a essere una persona MAGRE NATURALMENTE e come mezzo vuole usare le potenzialità della tua mente e dei meccanismi per cui si sviluppano le abitudini.

Migliaia di lettori o partecipanti ai miei eventi lo hanno già sperimentato: per il 90% è questione di mente. Si sa, basti pensare a ciò che hai fatto nella tua vita e che da fuori poteva sembrare difficile, a volte impossibile. Basta pensare alla forza che sentivi dentro, che andava al di là di quella di volontà, una passione che nasce quando convinzioni, vantaggi e azioni lavorano insieme.

Vediamo allora insieme come fare ciò che hai già vissuto, però con questo tuo meraviglioso obiettivo di salute.Certo, salute perché lo scopo di GIUSTO PESO PER SEMPRE non è solo
quello di raggiungere il giusto peso corporeo. È più ambizioso.

Lo scopo è:
1. Di rendere l’obiettivo di peso forma e libertà di mangiare per fame (o di non mangiare) parte di un obiettivo più grande che considera la tua salute e longevità
2. Di ottenere un giusto peso e mantenerlo NATURALMENTE per sempre

3. Di mangiare tutto ciò che piace a te e al corpo, eliminando i cibi proibiti e ritornando ad ascoltare lo stomaco e il giusto segnale di sazietà
4. Di ritornare ad ascoltare il tuo stomaco e corpo, sia quando si lamenta sia quando richiede attenzioni e da lì poter ritornare a fare il giusto movimento che il tuo corpo richiede
Le basi tecniche che supportano GIUSTO PESO PER SEMPRE sono date dalla disciplina PNL, ovvero Programmazione Neurolinguistica di cui sono appassionata e per cui sono Trainer qualificata a livello internazionale dal 2005.

La Programmazione Neurolinguistica fornisce molti strumenti e metodi per aiutare in concreto chi ha bisogno di risolvere un problema. Nel nostro caso, la PNL ci aiuterà a farti diventare una persona che non solo dimagrisce ma che diventa MAGRA NATURALMENTE.

Ecco la grande differenza tra una dieta, purché valida, e questo metodo: le diete ci dicono cosa mangiare ma poi non ci dicono chi diventare.
Non possiamo perdere peso e sentirci sempre grassi, la mente non funziona in questo modo e il corpo presto ritornerebbe verso ciò che la mente crede. Perché il dimagrimento sia veramente efficace devi aiutare il corpo partendo dalla tua mente, dal credere che
1. non esiste alcun impedimento naturale al tuo giusto peso
2. e non esiste alcun ostacolo al fatto che tu possa diventare una persona
MAGRA NATURALMENTE per sempre.

Il successo in qualsiasi campo è avere
delle scelte
Fai delle scelte che sai essere giuste e mantienile nel
tempo
Detto così sembra facile. Razionalmente siamo in grado di distinguere ciò
che è giusto da ciò che è sbagliato. Vediamo se indovino, per te è giusto:
mantenersi in forma regolarmente
mantenere il corpo sano ed elastico anche durante la vecchiaia
bere molta acqua, perché dicono che faccia bene
mantenere il proprio peso forma
nutrirsi regolarmente senza abbuffarsi
cucinare un po’ di tutto in dosi regolari.
Razionalmente, per te è sbagliato:
non fare mai sport
fingere di fare sport
abbuffarti di cibi pesanti che rallentano la digestione e che alzano il
livello di grassi e colesterolo cattivo
bere tutto tranne acqua, fingendo che sia la stessa cosa
essere in soprappeso di oltre 10-15 chili
non riuscire a fare 3 piani di scale e rimanere letteralmente senza
fiato.
Mi auguro anche che tu consideri sbagliato limitarti a pensare a breve
termine. Sin dalla nascita ci vengono offerti doni importanti: moti anni di
vita, il libero arbitrio e il desiderio di migliorare. E un solo corpo.
Spero che tu sia d’accordo con me nel dire che è meglio arrivare alla fine dei
nostri giorni con un corpo sano ed il più elastico possibile

Un comportamento sbagliato ha sempre
un’intenzione positiva
Se vuoi vivere bene in equilibrio e in salute, inizia col soddisfare i
tuoi bisogni in modo produttivo.
Ti sei mai chiesta/o perché mangi in eccesso?
O perché non mangi affatto?
O perché ti senti in colpa nel trattenere del cibo in corpo?
La ragione è sempre positiva.
Esatto.
Se qualcuno ti definisce malata o malato sbaglia su tutta la linea e ha una
visione confusa di come funzionano i nostri comportamenti.
Chi tratta gli altri da malati solamente perché hanno un comportamento
poco funzionale, non solo ha sbagliato completamente l’approccio, ma
rischia di ledere strati più profondi, tra cui l’autostima, l’identità e il sistema
di credenze di chi gli sta di fronte.
Poniti una semplice domanda:
Cosa cerco di ottenere adottando questo comportamento?
I casi possono essere molteplici.
C’è chi per esempio mangia in eccesso per sentirsi più sicuro, c’è chi lo fa per
noia, c’è chi lo fa per la classica “mancanza d’affetto”, chi per eludere una paura come il confronto con gli altri, chi per paura di sbagliare, chi per
bisogno di consolazione, chi per nascondersi, chi per evasione…
Chi per uscire da legami stretti, per esprimere il desiderio di libertà da
qualcosa che opprime, chi per rendersi indipendente, chi per reagire, chi per
ribellarsi, chi per farsi notare …
Se la vediamo dal punto di vista che è stato adottato da Maslow, e dopo di
lui da tanti altri, scopriamo che abbiamo “solo” deviato nel
comportamento, ma che i nostri intenti erano, e sono sempre,
buoni.
Se ancora oggi mantieni un comportamento che consciamente definiresti
sbagliato, continui ad attuarlo principalmente per due motivi: primo perché
è diventato una abitudine radicata a livello neurale e secondo perché
soddisfi quello che viene chiamato secondary gain.
I benefici o vantaggi secondari sono per definizione positivi e li ricerchiamo
perché ci fanno del bene. Sono sensazioni e stati d’animo che vogliamo
provocare dentro di noi. Ne siamo carenti in un particolare periodo della
nostra vita, così adottiamo un comportamento che crediamo ci procuri
quello specifico stato d’animo, e così accade.
Purtroppo, anche più avanti, quando saremmo in grado di soddisfare
quell’iniziale esigenza in altri modi più utili a noi, diventa difficile lasciarsi
alle spalle un comportamento che ormai è divenuto un’abitudine.