Michel Platini ha parlato più che altro sull’operazione CR7 alla Juve e lo ha fatto senza peli sulla lingua. “Ho trovato davvero bizzarro lasciare a 34 anni il Real Madrid con cui ha vinto tre Champions consecutive. A 32 anni mi volevano in tanti, ma io ero stanco e mi sono ritirato. Lui stanco non lo è. Ma mi chiedo, la Juve ha contattato lui o Mendes ha contattato i bianconeri? Non ho ben compreso questa operazione”. L’ex fuoriclasse della Juventus non è di certo la prima volta che parla senza freni, ma questa volta lo ha fatto proprio bene. “Non riesco a capire tutta quest’operazione. Ho trovato strano che, a 33 anni, abbia lasciato il ‘suo’ Real Madrid, col quale ha vinto tre Champions, per tentare una nuova avventura. Io a 32 anni avevo molti club che mi volevano ancora, ma ho smesso, perché ero stanco. Lui, a quanto sembra, non lo è. Ma è la Juventus che l’ha contattato, o il suo agente Mendes che ha contattato la Juventus? Non riesco a capire tutta questa operazione”, ha aggiunto ancora Platini.

L’ex campione poi, nonché ex Presidente della Uefa, nel corso di un’intervista rilasciata a L’Equipe ha anche parlato del Var, e più nello specifico sembra che il suo sia stato un vero e proprio attaccato nei confronti del Vieo Assistant Refree che nell’ultimo Mondiale disputato in Russia è apparso sulla scena internazionale, proprio in seguito alla sua prima sperimentazione in Serie A ed in Bundesliga. “Nella finale della Coppa del mondo c’era il Var, eppure, sul primo goal della Francia scaturito da un calcio di punizione, a mio avviso non c’era il fallo iniziale del croato e sul secondo goal dei transalpini , è stata la regia Var a chiamare l’arbitro che è diventato una sorta di burattino. Lì c’era o non c’era la mano del croato? Tutta la Croazia ha gridato all’involontarietà del fallo e tutta la Francia ha chiamato il rigore: dove è il progresso, dove è la giustizia. Rimane l’interpretazione“.

“La Fifa trova statistiche che vanno nella direzione più comoda. Al limite il video può aiutare in casi più precisi, non quando c’è spazio per l’interpretazione. Magari domani i capitani e i portieri avranno le cuffie e potranno parlare con gli allenatori… in questo modo uccideremo il calcio come è successo con ciclismo e F1, o abbiamo già ucciso gli arbitri”, ha aggiunto ancora Platini.

Poi oltre a parlare di Cristiano Ronaldo, Michel Platini ha anche parlato di Mbappè, il connazionale campione del mono e pare che non abbia voluto evitare accostamenti scomodi. “Un talento immenso, ma niente paragoni con Pelé che era un mito. Mi ricorda piuttosto Neymar dieci anni fa“, ha dichiarato Platini.