Pista veloce, lenta, con tanto o poco grip, ondulata o liscia: fa Ducati è sempre competitiva. Per il momento, soprattutto con Andrea Dovizioso, primo e con un ottimo passo. «Il nuovo asfalto è peggiore di quello del 2017: fino all’anno scorso, almeno, sapevamo dov’erano le buche, adesso ce ne sono anche di più, ma non si vedono, bisogna andare a sensazione. Ed è un peccato che una pista così bella sia così rovinata, ti costringa a controllare: in ogni caso siamo veloci e, soprattutto, sono soddisfatto del mio passo nelle PP2», è la prima valutazione di Andrea. Guidare sulle buche è complicato per tutti. «Prima di tutto sei obbligato a rivedere le Enee, trovare quella migliore — spiega Dovi —. k una fatica fisica e psicologica, perché fa moto reagisce male sia in inserimento sia in uscita, non puoi mai rilassarti. Inoltre, quando guidi da solo sai che cosa trovi in quel punto, ma se sei in lotta con altri non puoi avere questo controllo: perdo devi stare più attento». Essere partito subito bene permette ad Andrea di lavorare sui dettagli. «Siamo in tana con un buon passo: nelle Ubere, io, Vinales e Marquez siamo stati i migliori, ma sono andati bene anche Rossi e Crutchlow. Inoltre Lorenzo ha tutte le possibilità di essere più competitivo. Sarà dura», è la sua analisi. Dovizioso, come tutu, spera in una gara asdutta: «Inutile pensarci, qui il meteo cambia velocemente».

DIFFICILE Iter Jorge Lorenzo è stata invece una giornata complicata anche per un possibile contatto con Danilo Petrucd. «Non capisco perché si sia tanto arrabbiato: chi è dietro deve valutare la velocità di chi gli sta davanti. La mia non era particolarmente alta, ma nemmeno così lenta: dalla moto non mi sono reso conto di quello che è successo, ma quando ho visto le immagini mi sono spaventato. Non mi ha preso per mezzo centimetro: mi avrebbe fatto volare sulla Luna», è fa difesa di Lorenzo. «Non so come ho fatto a evitarlo: lui è rientrato in pista dai box fregandosene di chi arrivava da dietro», ha schiumato rabbia Petrucci. Lorenzo, successivamente, è stato chiamato in direzione gara che lo ha scagionato dalle immagini televisive. Ma Jorge non è a posto con la moto. «Giornata complicata, anche a causa delle buche: inalarne frenate devo migliorare assetto e stile di guida», spiega.

 Sorrisi e pacche sulle spalle. Che differenza rispetto al dopo qualifiche in Austria (13 giorni fa, non 300…), quando il capo progettista Yamaha, Kouji Tsuya, si era sentito in obbligo di scusarsi pubblicamente con i propri piloti per la scarsa competitività della MI. A Silverstone è tutto differente: Maverick Vinales (3°) e Valentino Rossi (8°) sprizzano positività, si sentono veloci, sono convinti di poter essere protagonisti. «Credo sfa soprattutto una questione di pista: quella di Zeltweg è per noi fa peggiore del calendario, questa è molto più adatta alla nostra moto. La velocità ce l’abbiamo, così come l’avevamo nel 2017, quando però vinse Dovizioso perché era riuscito a consumare meno le gomme. Sarà fa chiave anche per il 2018» spiega Valentino, che come passo è vicino ai migliori. Non è però solo questione di tracciato: c’è anche qualcosa di nuovo, fa Yamaha ha sfruttato bene i test di Misano. «Ho provato qualche novità elettronica che aveva testato Vinales : il motore è più dolce in accelerazione. Siamo nella direzione giusta, anche se c’è ancora tanto da fare. Credo che d abbia anche dato una mano il freddo: noi, come fa Mercedes in RI, scaldiamo troppo le gomme e questa temperatura così bassa è un piccolo aiuto. Purtroppo l’asfalto nuovo è migliorato nel grip, ma non così tanto, ed è peggiorato negli avvallamenti, addirittura più numerosi e fastidiosi di quelli del 2017. In ogni caso, qui fa MI è bella da guidare: non sono stato eccezionale nel giro secco, ma il mio passo è buono, simile a quello dei migliori. Io spero sempre di correre con l’asciutto, qui più del solito» auspica Rossi, convinto che con il sole (ma per domenica è prevista pioggia al 100%…) se fa possa giocare.

RIGENERATO Anche Vinales sembra tutta un altro pilota rispetto a quello cupo e nervoso delle ultime gare: da un bel po’ non si vedeva così positivo e determinato. «Nei test di Mi sano ho ritrovato fiducia nella moto: posso frenare molto meglio, guidare con più naturalezza ed efficacia. Qui ho provato le stesse sensazioni, per una conferma che mi dà fiducia: finalmente mi diverto sulla MI, non mi accadeva da un sacco di tempo», conferma Maverick, indicato da Marquez come il pilota con il passo migliore assieme a Dovizioso. «Bisogna essere pronti per sfruttare questa opportunità» dice determinato.

Come vedere il GP di Silverstone di MotoGP 2018 in diretta streaming su SkyGo

Come abbiamo accennato il GP di Silverstone è una esclusiva di Sky Sport e verrà trasmesso sul canale Sky Sport MotoGP HD. Chi ha un piano mensile con la famosa pay-tv vedrà oltre alle libere, alle qualifiche e alla gara di tutte e tre le classi del Motomondiale anche approfondimenti da studio, interviste, curiosità dal paddock e conferenza stampa prima e dopo ogni giornata di corsa a Silverstone. Chi non potrà vedere il GP di Silverstone 2018 direttamente dal divano di casa perché ancora in vacanza o perché si trova fuori per lavoro non deve disperare. Attraverso la piattaforma on demand SkyGo infatti si potrà vedere il GP di Silverstone di MotoGP 2018 in diretta streaming. Come? Semplice, basta scaricare l’app per tablet, computer o smartphone, oppure collegarsi al sito del servizio, e accedere con le proprie credenziali. Una volta dentro basterà collegarsi al canale Sky Sport MotoGP HD per godere di ogni sorpasso dei piloti del Motomondiale.

Come vedere il GP di Silverstone di MotoGP 2018 in differita streaming con TV8

Che fare se non siamo abbonati a Sky? L’unica soluzione possibile è quella di guardare le repliche su TV8. In chiaro vedremo una sintesi delle qualifiche e anche le gare delle tre classi del Motomondiale. Sabato 25 agosto via alle repliche delle qualifiche alle 18.45 mentre la domenica differita del GP della MotoGP a Silverstone dalle 18.20. Come possiamo vedere le repliche se non siamo a casa? Semplice, prendiamo il telefono, il tablet o il computer portatile e colleghiamoci al sito ufficiale di TV8, senza doverci registrare potremo accedere all’area dedicata alle dirette dalla quale potremo seguire lo streaming gratis del GP di Silverstone di MotoGP 2018.

La Ducati c’è, con Jorge Lorenzo che artiglia la seconda pole dopo il Montmelò e Andrea Dovizioso che si accomoda al suo fianco in prima fila, davanti alla Yamaha di Johann Zarco. E Silverstone c’è? È il grande interrogativo che aleggia sulla MotoGP dopo un sabato terribile che potrebbe rivelarsi triste prologo a una domenica ancora peggiore. Perché la possibilità che il GP di Gran Bretagna oggi non si corra è altamente probabile, dopo che ieri un breve ma intenso scroscio di pioggia nelle quarte libere ha mandato in crisi il Motomondiale, con la pista che nel velocissimo rettilineo che precede la curva 7 si è tramutata in una trappola fatale costata il resto della stagione — e speriamo solo quella — a Tito Rabat, centrato da un incolpevole Franco Morbidelli in una drammatica sequenza che nel volgere di pochi secondi ha visto finire fuori pista Alex Rins, Aleix Espargaro, Alvaro Bautista, Jorge Lorenzo, Danilo Petrucci,

Thomas Luthi e appunto i due ex campioni del mondo della Moto2. Traditi dalla perdita improvvisa di aderenza della moto per l’acqua depositatasi nelle tante buche del tracciato, peggiorato dopo una riasfaltatura che, incredibile a dirsi in un Paese dove piove un giorno sì e l’altro spesso pure, ha inibito fortemente pure il drenaggio del nuovo manto.

AQUAPLANING

Quando a una velocità di 220 orari Rins, il primo a transitare nel rettilineo che porta alla curva Stowe, quella dell’incidente di Michael Schumacher nel ’99, ha visto le ruote bloccarsi per l’aquaplaning e la moto puntare senza controllo verso le barriere («E avevo chiuso il gas a metà rettilineo, con tutta quell’acqua in pista non si vedeva nulla»), lo spagnolo della Suzuki non ha esitato un attimo a buttarsi come un cowboy dal suo mustang, per poi iniziare a gesticolare avvertendo i suoi colleghi del pericolo. «La Direzione Gara avrebbe dovuto esporre subito la bandiera rossa, è passato troppo tempo», accusa.

COLPITO C’è chi si è salvato andando dritto e chi, come Rabat, è finito a sua volta a terra. Scivolata innocua, se alle sue spalle non fosse sopraggiunto dopo qualche secondo Morbi- delli. «Ho visto un sacco di piloti a terra e le bandiere gialle, mi sono impaurito e irrigidito, purtroppo nella caduta ho colpito Tito. Mi spiace tanto, spero recuperi presto», racconta Franco. Sedato già in pista per calmare il dolore, lo spagnolo dell’Avintia ha riportato una brutta frattura scomposta del femore, oltre a quella esposta di tibia e perone della gamba destra. Trasportato in elicottero all’ospedale di Coventry, è entrato immediatamente in sala operatoria, per un’operazione che in tarda serata non era ancora terminata. «L’infortunio è grave, ma non c’è pericolo di vita», rassicura il dottor Angel Charte, responsabile medico del Mondiale. «Il problema è che avremmo dovuto scaldare i freni, invece c’era una pozzanghera lunga un centinaio di metri, è stata una situazione molto pericolosa — racconta Petrucci, testimone dell’incidente —. Tito si è accorto solo all’ultimo di Morbidelli, ma non ha fatto in tempo a reagire: è stato colpito in pieno ed è volato in aria per qualche metro. Una scena cruenta. Se per la gara la situazione sarà questa, non si potrà correre».

UNANIMITÀ II pensiero di Pe- trux è quello di tutti i piloti MotoGP, unanimi nel puntare il dito verso gli organizzatori di Silverstone per il pessimo lavoro fatto, quanto nel mettere la Doma con le spalle al muro. «Io amo correre, ma così non si può», sentenzia Marquez. «Non si va in moto con l’aqua- planing. Punto. Se noi come piloti diciamo che non ci sono le condizioni, non si corre», aggiunge Dovizioso. «Quella zona del circuito dalla curva 7 alla 11 non drena l’acqua, impossibile fermare la moto. Dovesse piovere così niente gara, se pioverà meno il rischio è dimezzato ma il pericolo resta», aggiunge Lorenzo. «Io non ero in pista, ma se lo dicono gli altri piloti ci credo», si associa Valentino Rossi.

CAMBIO ORARIO Di fronte a una minaccia compatta di ammutinamento e spaventata dal meteo, che oggi prevede pioggia dalle 9 locali, con un’intensificazione dalle 13, orario di partenza previsto della MotoGP, la Direzione Gara ha deciso di stravolgere il programma della giornata, anticipando la MotoGP alle 11.30 locali, le 12.30 italiane, invertendola di orario con la Moto3 (che dovrebbe quindi scattare alle 14 italiane), con la Moto2 invariata alle 15.30. Una mossa che aumenta le possibilità di disputare il GP, eventualmente aspettando una finestra temporale del meteo più favorevole, ma il condizionale resta, visto che sulla sicurezza i piloti non sono disposti a fare sconti.

LAVORATO MALE Già in Safety Commission venerdì, arrabbiati per un tracciato in condizioni peggiorate, i piloti avevano imposto per il prossimo anno una nuova riasfaltatura. Il caos nelle quarte libere che ha poi portato a un lungo ritardo delle qualifiche in attesa del ritorno dell’elicottero medico, ha reso i piloti ancora più duri. «Hanno creato più problemi di prima e questo vuol dire che non hanno lavorato bene — va giù duro Dovizioso —.

Oltretutto non pioveva così forte, non esiste ci sia aquaplaning. Quale sia stato l’errore non lo so, ma se devi spendere tanti soldi, se ne spendi un po’ di più e fai un lavoro migliore, è meglio.