Tutti gli appassionati che vedranno il Gran Premio di Formula 1 che si svolgerà domanica 26 agosto in Belgio con lo streaming legale di sicuro avrà molta scelta grazie alle moltissime offerte sul mercato.

Quelli che hanno abbastanza confidenza con la Rete ricercheranno sul web i siti delle emittenti che operano fuori dai confini italiani, come, per esempio Rojadirecta e molti altri:

  1. Radiotelevizija Bosne i Hercegovine in Bosnia ed Erzegovina;
  2. Cyprus Broadcasting Corporation a Cipro;
  3. Yleisradio Oy in Finlandia;
  4. Hrvatska radiotelevizija in Croazia;
  5. Zweites Deutsches Fernsehen in Germania;
  6. RedTeleSistema in Ecuador;
  7. China Central Television in Cina;
  8. Österreichischer Rundfunk in Austria;
  9. Radio Cadena Nacional in Colombia;
  10. Georgia Public Broadcasting in Georgia.

Icona non tornano. Ha ragione Chase Carey quando dice che la F.l ha bisogno di un modello di «business sostenibile», se non vuole morire. I nuovi padroni americani di Liberty Media lo hanno capito e spingono perché venga introdotto un «budget cap» dopo il 2020 per ridurre i costi. Nel frattempo, il sistema fa acqua. Emblematico il caso della Force India, salvata dall’intervento del miliardario canadese Lawrence Stroll e di una cordata di investitori, per evitare che il team sparisse.

CRISI I segnali della crisi non mancano. L’idea di Sergio Marchionne di riportare il marchio Alfa Romeo nei GP è stata una boccata d’ossigeno per la Sauber, che ha messo l’insegna del Biscione sulle macchine in cambio della fornitura dei motori Ferrari. Perfino la gloriosa McLaren fa i conti da anni con la mancanza di un grande sponsor. E naviga in cattive acque pure la William s, ora che Stroll ha deciso di spostare i suoi investimenti sulla Force India, facendone un team B della Mercedes in cui piazzare prima possibile suo figlio Lance.

L’epoca d’oro dei «garagisti», come li chiamava Enzo Ferrari, è finita da un pezzo. Esclusi i team dei Costruttori storici, fra cui la Renault, solo Red Bull- Toro Rosso e Haas hanno finanze solide, contando sui capitali di un magnate delle bibite energetiche (Dietrich Mateschitz) e di uno dell’industria dei macchinari (Gene Haas).

MANOVRE le difficoltà finanziarie dettano anche le mosse del mercato piloti. L’obiettivo di Stroll è portare suo figlio sulla Force India già da Monza o Singapore, ma questo comporterebbe il rischio che Esteban Ocon resti a piedi. Mentre potrebbe essere l’occasione per vedere Robert Kubica nelle restanti gare al volante della Williams, da cui si è fatto molto apprezzare come terzo pilota. Nel domino sembra destinato a finire anche Stoffe 1 Vandoorne, ormai ai ferri corti con la McLaren e con Zak Brown, che gli preferisce Landò Norris perii 2019 e potrebbe consi- derare anche un’eventuale sostituzione temporanea con Ocon, il quale aveva un accordo con Renault saltato per l’arrivo di Daniel Ricciardo.

DECADUTA II tentato passaggio in giallo di Ocon lascia pensare che il legame tra il francese e il suo manager Toto Wolff, grande capo della Mercedes, non sia più saldo come prima (c’entra la riconferma di Valtteri Bottas con il team d’argento?). Lo stesso Wolff, interessato all’operazione Force India, ha cercato di piazzare l’altro pupillo George Russell per il 2019 alla Williams, ma pare senza successo. La proposta di accordo, in cui rientravano la fornitura delle power unit a prezzo di favore e l’ingaggio del pilota di F.2, non è stata giudicata soddisfacente dal team 9 volte campione del mondo. La Williams, che quest’anno ha dovuto fare ricorso alle risorse di Stroll e ai 20 milioni di dollari garantiti dagli sponsor del russo Sergei Sirotkin, per sopravvivere ha infatti bisogno di un apporto economico importante e perciò sta valutando la possibilità di schierare nella prossima stagione anche l’altro russo Artem Markelov, che avrebbe un budget simile a Sirotkin. Mentre la Toro Rosso sarà orfana di Pierre Gasly, promosso in Red Bull al posto di Ricciardo, e avrebbe pensato addirittura al ritorno di Jean Eric Vergne, campione della Formula E.

Ieri è suonata bene persino l’immancabile frase che battezza ogni santo inizio di gran premio, l’inesorabile: «E* solo venerdì», pronunciata come al solito da Kimi Raikkonen.

Refrain interlocutorio, ma che pure ieri è sembrato quasi una frenata nel gran ottimismo di una giornata positiva per la Ferrari.

DEDICA Le rosse, che sul musetto avevano una bella dedica a Genova e alla vittime del disastro del ponte Morandi, hanno fatto due volte il miglior tempo. Al mattino con Sebastian Vettel, al pomeriggio con Raikkonen. Doppietta platonica finché si vuole, ma che intanto quest’anno non era mai riuscita, e che non si verificava addirittura da 38 gran premi, cioè dall’anno scorso a Sochi. E soprattutto che sembra essere l’effetto dei progressi garantiti dal nuovo motore, l’evoluzione 3, montato come previsto in contemporanea alla Mercedes.

SEB OTTIMISTA «Sarebbe bello se un venerdì davanti ci dicesse che è tutto a posto e che tutto resterà così per il resto del weekend – ha sorriso Vettel- ma none così che funziona. Bisogna continuare a lavorare, e penso che abbiamo ancora un po’ di margine per far meglio. Siamo soddisfatti del nuovo motore. E fiduciosi, anche se ne sapremo di più dopo questo GPe dopo Monza». Belle parole, dopo una giornata per lui molto buona in termini di passo, soprattutto con le gomme medie, con cui ha picchiato una serie di l’43” bassi molto incoraggianti. Certo di più di quel che ha saputo fare in simulazione di qualifica, visto che nelle seconde Ubere è rimasto solo quinto. E’ però da dire che i tentativi veri li ha fatti con le soft già vecchie di qualche giro e che in un caso ha pagato un errore alla curva 4 e nell’altro è stato frenato dalla Toro Rosso di Brendon Hartley. Sarebbe quindi da affinare l’attacco alla pole questa mattina, perché è vero che Spa è una pista in cui si sorpassa, ma non è il caso di lasciare vantaggi alle Mercedes. Tanto più che negli ultimi tre anni pole e vittoria hanno coinciso, due volte (2016 e 2013) per Hamilton, una (2017) per Nico Rosbeig.

METEO II problema è il meteo. Da queste parti vendono magneti da frigo con su scritto: «Belgio, dove la pioggia è tipica». E negli ultimi trent’anni i fine settimana completamente asciutti a Spa sono stati meno delle dita di una mano. Per oggi la pioggia è data come molto probabile al mattino, e come possibile per la qualifica. «Se pioverà sarebbe bello confermarsi davanti, penso che potremo essere competitivi come sull’asciutto», ha detto Seb. Tagliando in pratica ogni comparazione con quanto accaduto a Budapest, quando Hamilton ha sfruttato meglio di tutti quella finestra di pioggia apenasi giusta giusta nel tempo della qualifica.

SUGGESTIONI KIMI E siamo a Raikkonen che avendo già cambiato power unit in Spagna, è stato costretto a un’evoluzione parziale: in pratica di nuovo ha solo il motore termico, perché la sostituzione anche del turbo avrebbe implicato la penalità di 10 posizioni. Ugualmente ha fatto il miglior tempo di giornata. Spa è una delle piste che preferisce: «Mi piace molto, ma questo non mi rende più veloce», ha sminuito subito lui. Però è vero che qui ha vinto più di tutti i piloti ora in attività: quattro volte. Qui ha conquistato il suo ultimo successo con la Ferrari, nel 2009. Ed è sua anche l’ultima pole che la Ferrari si è presa su questa pista, nel 2007. Insomma, ieri è stata una buona giornata per rinfocolare un po’ di suggestioni. Tanto più che Kimi è in serie positiva: va sul podio da cinque gare consecutive e adesso il palmares dice che i suoi podi complessi vi sono 99.