Una brutta serata quella di sabato a Milano, i cittadini hanno affrontare una gran bomba d’acqua causando molti disagi e l’immediato innalzamento dei livelli del fiume, che come di consueto ha superato gli argini.

Forti temporali abbattutosi tra Milano e Paterno Dugnano hanno fatto sondare il Seveso, causando innumerevoli danni.

Il Seveso è esondato alle 20.25 in via Valfurva, in zona Niguarda, a Milano, a causa dei forti temporali che si sono scatenati tra Milano e Paderno Dugnano. Ne dà notizia il comune di Milano, spiegando che il canale scolmatore non ha potuto assorbire le grandi quantità di acqua perché le piogge sono state molto forti a valle. Il livello del fiume è salito di 2,5 metri in 25 minuti.

Sul posto sono presenti le squadre della Polizia Locale, Protezione Civile e MM. Secondo le previsioni, la fase di piogge intense non dovrebbe durare ancora molto. Resta attivo il COC, il Centro Operativo Comunale, presso il centro di via Drago per graduare l’attivazione del piano di emergenza e prosegue il monitoraggio dei livelli idrometrici dei fiumi Seveso e Lambro e del radar a cura della Protezione Civile del Comune di Milano. Allertate anche le squadre della Protezione Civile, della Polizia Locale e di MM.

“Esondazione rientrata poco prima delle 21. In tutto è durata circa 25 minuti”. Ne dà notizia l’Assessore alla Mobilità e all’Ambiente del Comune di Milano Marco Granelli, spiegando su facebook che al momento è allagata solo la corsia centrale di viale Fulvio Testi in direzione della periferia e la corsia laterale in direzione del centro. “Fortunatamente la durata breve ha limitato molto i disagi” commenta Granelli. Il maltempo ha causato disagi in varie zone di Milano, dove i vigili del fuoco stanno intervenendo per alcuni allagamenti in cantine e box dovute al forte temporale che si è scatenato in città intorno alle 2.

Scenari di rischio idraulico   La direttiva in argomento non fornisce una descrizione distinta e differenziata dei fenomeni e degli effetti per i livelli di criticità. Vengono comunque forniti elementi descrittivi di carattere generale rispetto a differenti contesti territoriali e morfologici. Per quanto riguarda il territorio della Provincia di Milano appaiono maggiormente significative le descrizione degli scenari “tipo” che possono trovare sviluppo in corrispondenza dei corsi d’acqua a “regime fluviale” e in “ambito urbano”. Corsi d’acqua a regime fluviale   Fenomeni · erosioni delle sponde dei fiumi;   · allagamenti in corrispondenza di tratti con sezioni idrauliche insufficienti o per cedimenti delle sponde;   · locali depositi del trasporto di detriti con occlusione parziale delle sezioni di deflusso delle acque, che provocano anche formazione di correnti esterne ai corsi d’acqua;   · occlusioni parziali o totali delle aree di libero deflusso delle acque in corrispondenza dei ponti. Danni · danni alle attività agricole prossime ai corsi d’acqua o nelle aree golenali,   · danni, a beni mobili e immobili, edifici compresi, per allagamenti;   · danni alle opere di regimazione del reticolo idraulico, e conseguenti allagamenti;   · danni alle opere di attraversamento, con potenziali pericoli di crollo delle medesime e conseguente interruzione della viabilità stradale e ferroviaria,   · danni a insediamenti artigianali e industriali con possibile interruzione delle attività,   · danni a infrastrutture pubbliche o di pubblica utilità come depuratori, scuole, ospedali, caserme, ecc.. , ubicate in aree allagabili. Ambito urbano Fenomeni · allagamenti nei pressi del sistema fognario delle acque piovane, di impluvi e in corrispondenza delle aree ubicate alle quote più basse Danni · danni a beni mobili e immobili, edifici compresi con allagamenti di cantinati e delle aree più depresse di centri abitati;   · interruzione di attività private e pubbliche,   · interruzione della viabilità in zone depresse (sottopassi, tunnel, ecc..).

Soglie per il rischio idraulico Soglie di criticità Per soglie di criticità si intendono i valori indicativi di prefissati livelli di rischio, si tratta quindi di valori che danno l’indicazione del passaggio da una condizione di rischio ad un’altra. Il loro utilizzo è fondamentale nella fase di governo dell’emergenza ed è importante che siano condivisi tra gli attori che gestiscono tale fase. Ogni soglia di criticità individuata è auspicabile che trovi giusta collocazione nei piani di emergenza unitamente alle appropriate azioni non strutturali di riduzione dei rischi.   Per omogeneità a quanto previsto nella direttiva nazionale la direttiva regionale considera tre livelli di criticità: ordinaria, moderata ed elevata.

Soglie di allerta   Le azioni di contrasto preventivo, contenute nei piani d’emergenza locali, richiedono un certo tempo di preparazione. E’ quindi fondamentale individuare delle soglie di allerta, cioè dei valori da associare ad alcuni parametri, che diano indicazioni sulla gravità del fenomeno che sta approssimandosi con un certo anticipo. Questo anticipo serve al sistema di protezione civile per adottare le idonee misure di prevenzione indicate nei piani di emergenza locali, qualora si renda necessario.   Si tratta di valori utilizzati nella fase di previsione, anche a breve e brevissimo termine, mediante l’utilizzo della modellistica numerica disponibile.

Queste soglie sono indicate nel BOLLETTINO DI VIGILANZA e nell’AVVISO DI CRITICITA’, per allertare il sistema regionale di protezione civile quando si deve affrontare un evento potenzialmente critico.   Anche per le soglie di allerta si considerano tre livelli, analoghi ai livelli di criticità: ordinaria, moderata ed elevata. Il fattore scatenante per il rischio alluvionale è sicuramente la precipitazione. Per le aree di pianura, che rappresentano una quota rilevante di territorio su cui si presenta esclusivamente il rischio idraulico si è scelto di utilizzare la frequenza di accadimento delle piogge, parametro strettamente connesso alla frequenza di accadimento di una piena, come parametro premonitore di questo rischio, valutata per intervalli di tempo di 12, 24 e 48 ore.   Si sono utilizzate le curve di possibilità pluviometrica associate alle aree di pianura e si sono individuati due valori associati a 2 e 5 anni di tempo di ritorno cui si è associato il seguente significato:   · pioggia con tempo di ritorno di 2 anni indicativa del passaggio da CRITICITA’ ORDINARIA a CRITICITA’ MODERATA,   · pioggia con tempo di ritorno di 5 anni indicativa del passaggio da CRITICITA’ MODERATA a CRITICITA’ ELEVATA.   Per l’individuazione dei valori di S0, corrispondenti alle soglie indicative del passaggio da NORMALITA’ a CRITICITA’ ORDINARIA, si moltiplicano per 0,75 i valori delle soglie indicative del passaggio da CRITICITA’ ORDINARIA a CRITICITA’ MODERATA .