Lo aspettavano al varco i carabinieri, da giorni convinti che la soluzione del giallo ruotasse intorno a lui, il sindacalista bresciano della Uil Fabrizio Pasini, 48 anni, una moglie, due figli di 17 e 12 anni. Aspettavano che rientrasse dalle vacanze al mare con la sua famiglia per interrogarlo su quel sabato 28 luglio in cui si sono perse le tracce di Manuela Bailo, 35 anni, sua amante o ex amante, questo ancora non è ben chiaro, e sua collega alla Uil di Brescia, dov’era impiegata al Caf.

La donna, uscendo dalla casa di Nave, nel bresciano, che ancora condivideva con l’ex fidanzato, si era diretta a un appuntamento con lui, Pasini: su questo gli investigatori non avevano più dubbi, troppi indizi erano lì a dimostrarlo, dal ritrovamento dell’auto di lei sulla strada per Ospitaletto, dove il sindacalista viveva, all’esame dei dati estrapolati da telecamere, tabulati, celle telefoniche.

Fabrizio Pasini non ha retto all’esame e alla fine è crollato: «Vi porto io dove l’ho messa. Non volevo farle del male, eravamo colleghi, abbiamo avuto una storia, ma era finita; quel giorno abbiamo litigato per motivi banali, l’ho spinta, lei è caduta in casa…». L’uomo ha condotto i carabinieri in una cascina semi abbandonata nel cremonese, ad Azzanello, un luogo che conosceva bene perché ci andava a giocare a softair, cioè a guerreggiare per finta con gli amici. E qui ha fatto ritrovare il cadavere della donna, forse ancora innamorata di lui e decisa a pretendere maggiori attenzioni, forse che lui lasciasse la sua famiglia. L’incontro tragico tra Fabrizio e Manuela è avvenuto nella casa deserta della madre di lui, poco distante dalla villetta in cui viveva con la sua famiglia. Qui dev’essersi scatenata una lite violenta, tanto che Pasini, la sera stessa del delitto, ha dovuto farsi curare una costola incrinata al pronto soccorso.

Una volta riprese le forze e “sistemato” il corpo dell’amante, l’uomo ha pensato di spedire alcuni messaggini dal cellulare di lei per rassicurare l’ex fidanzato della giovane e la madre: “Non preoccuparti, sono al lago”. E poi a una collega di lavoro: “Ho la bronchite, torno venerdì”.

Guadagnato un po’ di tempo, l’omicida se ne è andato in vacanza in Sardegna con moglie e figli. Al ritorno, l’arresto. E la madre della donna uccisa ha detto: «Ero sicura che fosse stato Fabrizio». Un uomo di cui sapeva, così come quasi tutti gli amici di Manuela, che la figlia si era invaghita. Purtroppo non è bastato a salvarla.